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La Toscana soffre, ma la ricchezza immobiliare la salva Economia

La Toscana soffre, ma i consumi “reggono”. Possibile? E’ merito dell’”atavica” ricchezza delle famiglie: ben 170mila euro di ricchezza netta procapite, un livello molto più elevato della media italiana, che mette i toscani parzialmente al riparo dai morsi della crisi. La rilevazione arriva dall’ultimo Rapporto sull’economia delle regioni italiane di Bankitalia che sottolinea come questo stock rappresenti un solido salvagente nei periodi di avversità, quando magari il reddito corrente delle famiglie diminuisce e la vita si fa più dura. Per stabilirlo Bankitalia ha calcolato “il saldo fra attività e passività finanziarie”. Le prime sono costituite in prevalenza da abitazioni, il cui valore è cresciuto in misura sostenuta dal 2002 al 2006, per poi decelerare negli anni seguenti. Intorno alle famiglie toscane arroccate nella loro cittadella anticrisi però, il quadro economico continua a deteriorarsi, secondo la view di Bankitalia. Sia dal punto di vista occupazionale che produttivo, dove la fase di debolezza congiunturale si è decisamente trasformata in recessione. A far da contorno a questa difficile fase economica, la ben nota situazione di credit crunch, apertamente rilevata anche da Bankitalia.
I prestiti bancari alle famiglie sono ormai ai minimi storici: “hanno progressivamente decelerato per poi arrestarsi nello scorcio dell’anno e flettere nei primi mesi del 2012” si legge nel Rapporto. E anche il credito alle imprese ha subito una progressiva contrazione.
“I prestiti alle famiglie – prosegue Bankitalia – hanno rallentato principalmente per effetto del calo dei mutui per l’acquisto di abitazioni”. C’è stato un calo della domanda, sì, ma soprattutto un peggioramento dell’offerta, visto che “la concessione di finanziamenti si è spostata verso fasce di clientela meno rischiose”.
Eppure le banche toscane non possono in alcun modo lamentare un aumento delle sofferenze bancarie dovute ai prestiti delle famiglie. Anzi, come rileva Bankitalia “sul flusso delle nuove sofferenze bancarie hanno inciso i default di alcune imprese edili“, mentre “non hanno mostrato segni di deterioramento gli indicatori relativi alle famiglie”.
Dunque, famiglie solvibili che onorano i propri impegni, ma ciononostante i rubinetti del credito per i toscani restano saldamente e inequivocabilmente off. Misteri dell’alta finanza.
 

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