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La tradizione fiorentina al Teatro di Cestello Spettacoli

Già luogo privilegiato del teatro vernacolare negli anni Cinquanta, il Teatro di Cestello del quartiere di San Frediano rimase chiuso per vent’anni dopo l’alluvione del 1966 e, quando riaprì nel 1985, divenne riferimento per il teatro fiorentino popolare. Gestito dalla Compagnia stabile Il Cenacolo dei Giovani e diretto da Oreste Pelagatti, il Cestello presenta per la stagione teatrale 2011/2012, che partirà dal 15 ottobre, una grande varietà di rappresentazioni sia di interesse locale che nazionale.

In primo piano gli spettacoli che raffigurano la città di Firenze, la sua storia ed i suoi abitanti: con “Fiorentini” di Maria Cassi sarà possibile incontrare i mille personaggi che popolano i quartieri e le strade fiorentine, mentre in “Veduta dal Pignone” della Compagnia I Diversamente Recitanti in scena andrà la “gente d’Oltrarno”; sarà poi la volta di una famiglia toscana piccolo-borghese di metà Novecento protagonista di “Chiara, fresca dolce acqua” di Paolo Ciotti, fino ad arrivare ad un evento che ha segnato la storia fiorentina nel Rinascimento: “Lo scandalo Medici-Gonzaga”, rappresentazione di Oreste Pelagatti.

Accadimenti della storia nazionale verranno narrati in pièce quali “Italiani brava gente”, monologo di Lorenzo Degl’Innocenti nei panni di persone “semplici” provenienti da regioni diverse che riflettono nel 1941-43 sull’assurdità della guerra in atto, “C’era una volta” di Vincenzo De Caro, omaggio ad artisti che hanno fatto la storia del teatro, del cinema e della TV italiana, e l’ormai consolidata “Allegretto per bene… ma non troppo” di Ugo Chiti, ambientata durante il regime fascista. Un’attenzione particolare al disagio sociale ed alla diversità verrà data dai tre monologhi “Le cinque rose di Jennifer” di Annibale Ruccello, storia di un travestito in un quartiere-ghetto interpretata da De Caro, “M. M. (Me Medesimo)”, un uomo in crisi nella maschera tragicomica di Alessandro Benvenuti, “Gli ultimi saranno gli ultimi”, scandalosa vicenda di un’operaia licenziata poco prima del parto, e “Romanina”, dalla storia vera di Romina Cecconi, tra le prime in Italia ad aver cambiato sesso, interpretata dall’attrice Anna Meacci.

Non mancheranno gli appuntamenti con i classici, da “La bisbetica domata” di Shakespeare, messa in scena dalla Compagnia stabile, a “Il Misantropo” di Molière ed “Le nozze dei piccoli borghesi”, tra le prime opere di Brecht. La programmazione sarà arricchita da concerti e teatro canzone, tre incontri-laboratori con registi affermati e spettacoli per ragazzi (“Pinocchio”, “Reciclamondo” e “Il giro del mondo in 80 giorni”).

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