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La trasformazione della Fenice, da Centro diurno a polo delle marginalità Notizie dalla toscana

Firenze – Il Centro diurno La Fenice si allarga e si trasforma, candidandosi a diventare, con un investimento di risorse pari a un milione e 200mila euro spalmato su tre anni (rispetto ai 400mila euro sempre per 3 anni dell’appalto precedente), il polo delle marginalità cittadino. Con la partenza dei nuovi servizi per i senza dimora la Fenice amplia l’offerta per le persone fragili e che si trovano in situazioni di marginalità, dando così una risposta corale, a livello cittadino, al fenomeno dell’homelessness.

Intanto, l’allargamento dello spazio fisico con nuovi locali, che fanno sempre parte del complesso dell’Albergo popolare, in cui opererà un’equipe multidisciplinare all’interno della quale troveranno spazio sette nuove figure professionaliuno psichiatra uno psicologo; un mediatore linguistico culturale; un Peer Support Expert by Experience, ovvero una persona che esce dai percorsi di assistenza e che viene valutato idoneo a comunicare per facilitare il processo di emancipazione dalla condizione di disagio; un operatore agli Sportelli di ascoltodi orientamento all’abitare e un operatore di strada. A loro si affiancheranno professionisti che già operavano al Centro la Fenice, ovvero un coordinatore esperto del fenomeno dell’homelessness, un educatore professionale socio-pedagogico, uno staff di educatori, due operatori addetti alle residenze, un addetto alle pulizie e un addetto amministrativo.

Le prestazioni offerte si dividono in tre aree: attività di accoglienza e ingresso, attività del Centro diurno (entrambe con accesso da via del Leone), servizi di cura della persona (accesso da piazza Piattellina).

“Abbiamo aggiudicato da poco il nuovo appalto nel quale sono stati inseriti tanti servizi aggiuntivi a livello sanitario, sociosanitario e sociale – spiega l’assessore a Welfare e presidente della Società della salute di Firenze Sara Funaro – che fanno della Fenice il polo della marginalità della nostra città. La Fenice adesso fornisce un servizio a tutto tondo e cerca di assistere in maniera più completa i senza dimora e le persone con marginalità e problematiche varie legate anche alle dipendenze che alla salute mentale. Tutto questo viene fatto attraverso un importante lavoro di rete con vari soggetti del Terzo settore, che operano in collaborazione con il sistema pubblico, sia comunale che sanitario. Il nostro obiettivo è quello di accompagnare i cittadini più fragili fuori dalla marginalità”.

Per quanto riguarda il meccanismo dell’accesso, è stato sottolineato che i servizi si rivolgono a senza fissa dimora considerati in senso ampio: da coloro che vivono in strada tout court, alle persone che sono in condizioni precarie e di disagio, a coloro che si trovano in abitazioni al limite della possibilità di essere considerate tali per condizioni sanitarie e fisiche. Un altro punto importante è che il lavoro di “aggancio”, che non si svolgerà solo a partire da uno sportello bensì sarà svolto andando in strada e nei luoghi dove si trovano le persone potenzialemnte utenti, non terrà conto della titiolarità della residenza;  anzi, sarà occasione per far transitare a uno stato di riconoscimento sitituzionale attraverso la possibilità di acquisire la residenza, le persone che verranno intercettate. Una modalità che permetterà anche di dare un quadro reale della situazione sul territorio: all’ultimo censimento del 2015, erano emerse circa 1920 persone non in grado di presentare una fissa dimora, con l’avvertenza che questa categoria non include appunto coloro che vivono in strada e basta, bensì anche le altre categorie individuate e coloro che si trovano già dentro i servizi. “Per noi non si tratta di numeri – commenta Enrico Palmerini,  presidente del Coordinamento Toscano Marginalità (CTM) – ma di storie di vita di persone che chiamiamo per nome. Questa è una scommessa che parte da lontano e siamo pronti ad accogliere la sfida che ci aspetta, cercando di diffondere la cultura sociale per tutta la comunità perché sia sempre più diffusa la consapevolezza che una comunità vive bene se tutte le persone vivono con dignità. Non ci possono essere persone di serie a e di serie b”. Alla presentazione della nuova vita del Centro La Fenice erano presenti anche Daniele Maltoni, della Direzione Servizi Sociali del Comune,  e il direttore della Società della salute di Firenze Marco Nerattini. 

L’assessore Sara Funaro

L’accoglienza alla Fenice si sviluppa secondo tre diverse modalità: accesso diretto tramite il ‘colloquio di primo contatto’ con il rilascio del tesserino di accesso (vengono raccolti i dati anagrafici e la copia dei documenti della persona e viene sottoscritto il regolamento del centro); registrazione e accoglienza diurna, che offre due tipi di servizi: i servizi di risposta ai bisogni primari (servizi di bassa soglia) e un percorso di emancipazione da condizione di grave deprivazione socio-economica (servizi di seconda soglia).

Con i servizi di bassa soglia viene data una risposta anche ai bisogni primari (ad esempio colazione, doccia, barbiere, estetista, deposito bagagli) e sono il primo strumento di ‘aggancio’ della persona senza dimora per costruire una relazione con gli operatori del Centro. Tra i servizi di bassa soglia ci sono, tra gli altri, il supporto psichiatrico e psicologico, che si articola in tre azioni: realizzazione di un gruppo di supporto psicologico per persone senza dimora, a cadenza settimanale e in collaborazione/partecipazione con i servizi pubblici; realizzazione di incontri individuali di supporto psicologico, due pomeriggi la settimana e attivazione di un presidio psichiatrico per persone senza dimora in collaborazione con la Società della salute e il Sistema sanitario nazionale, una mattina la settimana. Al supporto psichiatrico e psicologico si aggiungono i servizi socio-sanitari, realizzati in collaborazione con la Società della Salute di Firenze, che danno risposte ai problemi di salute mentale e fisica dei senza dimora.

Al primo ingresso alla Fenice ai senza dimora viene effettuato uno screening sanitario da un infermiere dell’ambulatorio Stenone (misurazione della temperatura corporea, effettuazione del test rapido per HCV/HIV, intervista sullo stato di salute e sui luoghi di provenienza; informazioni sul Covid e contenimento del contagio ed eventuale diagnosi di altre malattie infettive – scabbia, parassiti ecc.). Vengono proposti anche attività di prevenzione delle dipendenze e delle infezioni da malattie a trasmissione sessuale curate da CAT Cooperativa sociale; Gruppi di auto-aiuto coordinati dall’Associazione solidarietà Arcobaleno, con i quali vengono affrontati problemi come la malattia e la sofferenza fisica e psichica, la dipendenza o condizioni esistenziali difficili come il lutto, il divorzio o la disoccupazione; il servizio multifunzionale di ascolto, orientamento e accompagnamento presso i servizi dei Centri di ascolto di Caritas realizzati da Fondazione Solidarietà Caritas onlus; il servizio di orientamento all’abitare ‘Ad un passo da casa’, per il quale la cooperativa Il Girasole mette a disposizione uno staff specializzato nelle tematiche dell’housing first, dell’autonomia abitativa e dell’abitare condiviso; lo Sportello Unità di strada e riduzione del danno grazie all’esperienza di CAT Cooperativa sociale: il servizio, gestito sia dagli operatori Unità di Strada Insider (senza dimora) e Outsider (dipendenze), si pone tra il supporto in strada e la presa in carico strutturata; il Solidarity Lockers: il Centro la Fenice, che dallo scorso mandato amministrativo è stato individuato come luogo della residenza virtuale dei senza dimora, mette a disposizione un armadietto privato in uno spazio coperto all’interno del cortile, nell’orario di apertura, alle persone senza dimora per conservare i propri effetti personali in modo sicuro.

Con i servizi di seconda soglia, invece, che vengono erogati una volta avvenuto l’aggancio attraverso l’erogazione dei servizi primari e grazie all’instaurarsi di una relazione sempre più significativa tra educatori e persone senza dimora, vengono raccolte aspettative, prospettive e strategie per l’emancipazione dalla condizione di senza dimora. Diversi sono i servizi di seconda soglia offerti, tra cui il progetto personalizzato di emancipazione e presa in caricola definizione del progetto individuale (la persona partecipa attivamente alla pianificazione del progetto con il supporto e la mediazione degli educatori del centro, in raccordo con i servizi territoriali); l’accompagnamento personalizzato di regolarizzazione documenti (è attivo presso il Centro diurno uno sportello dedicato alla regolarizzazione dei documenti. Lo sportello accompagna le persone a preparare la documentazione necessaria e prevede l’accompagnamento presso gli uffici istituzionali).

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