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La variabile Giani sul voto per il sindaco Politica

Si sono presi qualche giorno per valutare, ma ormai dovrebbero essere loro, Lo Presti e Ghelli, i due competitor di un Nardella sempre più sicuro del fatto suo. Tant'è vero che ieri, davanti all'assemblea cittadina del partito, oltre a ufficializzare la sua candidatura, ha anche sottolineato il fatto che “Firenze sarà un palcoscenico nazionale”. Così, le primarie fiorentine rischiano davvero di trasformarsi, per l'ennesima volta, in un “test” a favore o contro la linea renziana. Ne è così certo lo stesso vicesindaco che ha avanzato subito il dato di fatto: questa sfida sarà sì un test per i candidati, ma anche “sulle cose fatte in città” durante il periodo Renzi. Così, al di là del programma presentato davanti all'assemblea di partito, la “linea” della campagna elettorale nardelliana sembra già segnata.

Ma ciò che ora rappresenta il vero enigma ha un nome e cognome, Eugenio Giani. Dopo la bruciante esclusione da una carica romana, data per certa nei giorni scorsi tanto da convincerlo a sgomberare il campo davanti alla candidatura di Dario Nardella a sindaco, cosa ne sarà di uno dei politici più popolari della politica fiorentina? Ieri grande assente all'assemblea cittadina, irraggiungibile da tutti tranne che dall'amica Stefania Saccardi,  Giani si trova nella spiacevole condizione di decidere se aprire un attacco frontale a Renzi, cosa che comporterebbe rischi molto alti per usare un eufemismo, rientrando in campo nelle primarie, oppure considerare l'ipotesi di un'uscita di sicurezza che attualmente è piuttosto difficile cogliere.

Del resto, sembra che la sicurezza del consigliere regionale-presidente del consiglio comunale  derivasse da una serie di segnali concreti giunti proprio dai due “gestori” del delicato affaire nomine e poltrone, vale a dire dai potenti Lotti e Del Rio. Insomma, l'ormai usuale “stai sereno” che sappiamo cosa è costato a Enrico Letta. E che ora, si può immaginare, farà venire i brividi al prossimo cui sarà inviato.
Secondo voci ben informate, comunque, l'esclusione di Giani sarebbe maturata in seno a una corte molto affollata di richieste, che avrebbe visto ciascuno dei toscani fedelissimi o meno al premier chiedere qualcosa per se'. E dal momento che i giochi nazionali sono senza dubbio tanto più complicati rispetto a questioni territoriali, i veti incrociati a Roma sul nome del consigliere regionale con, fra l'altro, l'anagrafe “poco in linea”, avrebbero fatto sì che le poltrone fossero finite senza che Giani si fosse seduto. Il premio di “consolazione”? Sì, qualcosa, come scritto da Stamp ieri, sembra proprio ci fosse, secondo voci ben informate magari un incarico allo sport, molto ben remunerato ma del tutto privo di quella visibilità politica che costituisce la vera essenza di questo “lavoro”.

Inoltre, la delusione di Giani potrebbe avere anche radici molto più lontane, come fa intendere qualcuno, dal momento che sembrava sussistesse una sorta di “gentlemen's agreement” che portava Nardella a Roma a fare il deputato (cosa avvenuta) e Giani a Firenze a fare il sindaco (…). L'occasione per questo “patto fra gentiluomini” potevano essere stata le “parlamentarie” del Natale di due anni fa. Ma la politica, si sa, è imprevedibile come il vento, specialmente in tempi di ruzzoloni e rivolgimenti come quelli attuali.

E ora? Due scenari, entrambi tuttavia con alte probabilità di rimanere solo ipotesi: da un lato, Giani potrebbe tentare di diventare il punto di riferimento dell'area che si pone contro la linea maggioritaria del partito, magari aggregando anche i due candidati in pectore Lo Presti e Ghelli. Difficile, sia per i due quasi-candidati, che hanno comunque una personalità e aree di riferimento precise, sia per lo stesso Giani, che dovrebbe rimangiarsi alcuni anni spesi a coprire le spalle a Renzi. L'altro, un'uscita di sicurezza, magari europea, per restare comunque nel campo dei magici scout.  Oppure, utilizzare il suo ruolo di consigliere regionale, finora poco sfruttato, per tentare di far riprendere quota alle sue credenziali politiche. Anche perché, comunque, quest'ultima vicenda sembra non avere per niente inciso sulla sua popolarità presso i fiorentini. Anzi ….

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