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La vetrina contestata: nuovo arredo choc Società

Al negoziante che ha esposto, fino a ieri, una divisa nazista con tanto di svastica in bella mostra accompagnata da foto di alti gerarchi del terzo Reich all'interno di un allestimento dedicato all'artigianato ebraico, il vicesindaco Dario Nardella ha fatto recapitare una lettera con l'esplicita richiesta di togliere tutto l'armamentario dagli scaffali: “è un'iniziativa offensiva”, spiega Nardella nella missiva.
All'editto comunale Pampaloni garibaldiniamente: “obbedisco. Ma questa è censura”, ribatte a denti stretti. Già in serata l'argentiere provocatore aveva svuotato la vetrina. Preparandosi però al contrattacco: oggi, infatti, la vetrina non e' tornata, per cosi' dire, alla normalita': al suo interno, in bella vista, campeggia una porzione di sterco finto. Un modo metaforico, ha spiegato l'artigiano, per “ribattere all'ordine che ho ricevuto dal Comune, ed allo stesso tempo spiegare meglio un'iniziativa che, viste queste reazioni di chiusura, non è evidentemente stata capita”. Pampaloni rivela che lo sterco finto “c'era anche prima, nell'allestimento nazista, e stava dentro il cappello da gerarca, a dimostrare che da quel mondo li' non è che nascessero idee tanto buone. Forse non e' stato visto, e dunque tutto il resto è stato equivocato. Con questo nuovo arredo, invece, non vederlo è impossibile”. Resta solo da vedere, adesso, se a Palazzo Vecchio accorderà il suo gradimento alla vetrina 'riparatoria'.

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