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La Via Francigena, area a maggior espansione turistica Turismo

San Miniato – Enrico Conti, ricercatore Irpet, ha illustrato al convegno a San Miniato ‘La Francigena e i cammini’ alcuni dati interessanti riguardo alla fruizione turistica della Francigena. Per farlo ha cercato di rendere attendibile la ricerca restringendo il campo di stima ai 28 Comuni minori del tracciato, escludendo perciò quelli legati al turismo di massa (Siena, Lucca, San Gimignano, Montaiona) e quelli legati al turismo balneare.

Ad esempio, lungo la Francigena esiste la più elevata percentuale di territorio protetto da vincolo ambientale, il 26%, più del mare (21%) e della montagna (14,5%). Nel periodo 2000-2015 la Francigena è risultata una delle aree a maggior espansione turistica in termini di presenze, +42% (+22% nel periodo 2007-2015).

Forte la crescita nel periodo 2009-2015 dei flussi provenienti dall’Europa occidentale e orientale e paesi extraeuropei. La ricettività è principalmente costituita da agriturismi (26%) e strutture extralberghiere (33%) ma buona anche l’accoglienza di lusso (14%) in grado di intercettare i segmenti più ricchi.

Sempre in tema, da evidenziare la variazione dei posti letto nel periodo 2000-2015: +72%, contro una media regionale del +39%. Nel periodo 2009-2015 le presenze nei 28 Comuni sono passate da 1,9 a 2,3 mln e la stima relativa al 2015 dei pernottamenti è di 700 mila unità a meno di un km dal tracciato mentre, sempre nel periodo 2009-2015, sono 211 mila le presenze attribuibili alla Francigena ed il pil generato in Toscana è stato di 21,1 mln di euro. Infine, riguardo allo scenario evolutivo, viene stimata una crescita potenziale al 2022 dal 1 a 1,7 mln di presenze.

Il convegno di San Miniato è stata come una chiamata alla mobilitazione di  tutti gli attori che operano lungo il suo percorso, non solo istituzioni ed enti locali ma anche il mondo dell’associazionismo, del terzo settore, i privati stessi per valorizzare il patrimonio della Francigena toscana, ma anche la sua identità, la sua storia.

“Il lavoro che stiamo portando avanti sulla Francigena – ha detto l’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – è un lavoro in itinere: siamo in cammino verso la costruzione di un prodotto turistico che ancora va definito sotto tanti aspetti. Per fortuna non partiamo da zero, abbiamo tagliato traguardi importanti ma tanti altri ci aspettano. Vogliamo costruire un prodotto che sia la spina dorsale per il turismo esperienziale”.

L’ospitalità – ha aggiunto Ciuoffo – sarà sicuramente uno degli aspetti da potenziare, perché i numeri ce lo chiedono. Stiamo lavorando alla creazione di una rete di ostelli e allacciando accordi con la Conferenza episcopale per l’utilizzo gratuito di strutture non utilizzate. Per tutto questo serve che gli attori coinvolti si facciano portatori di responsabilità, un grande lavoro di squadra per raccontare la Toscana, la sua storia, la sua identità”.

La vicepresidente Monica Barni, annunciando la firma (di domani) del protocollo per la candidatura a Patrimonio Unesco ha spiegato che questa “nasce da un lavoro condiviso e portato avanti in questi anni da Regioni ed enti locali. Un riconoscimento della centralità e dei i valori della Francigena, della loro importanza per i territori attraversati. Mettere insieme sette Regioni che intendono cultura e turismo in modo diverso e che diversamente hanno deciso di valorizzare e promuovere il proprio patrimonio, non è stato un compito facile”.

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