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La Woodstock toscana è in crisi? Arriva la Giostra delle idee Cultura

Pistoia – Il mese di luglio per Pistoia è il mese dei festeggiamenti, ormai da anni ed anni. Il 25 si festeggia il patrono della città, San Jacopo, giornata che segna un po l’ epilogo degli eventi che ruotano in città. Il “Blues festival” quest’anno ha cambiato le sue caratteristiche,  da una ” tre giorni” ben definita con cartellone di degno spessore di un Blues autentico ad una serie di appuntamenti spalmati nel mese, più da festival bar che altro. Forse sono spariti gli artisti, pietre miliari della manifestazione o forse hanno perso la strada le idee. Delle due l’una.

Fatto è che l’evento dell’anno, atteso da molti per respirare la Woodstock toscana, per meglio dire pistoiese, ha cambiato verso. In peggio, però. Ed a dirlo sono i pistoiesi stessi oltre ai commercianti che hanno visto svanire gli incassi degli anni precedenti. Trenta per cento in meno, quindicimila biglietti in meno.  Colpa della crisi? Non è stata proprio una edizione da record, diciamolo. Tutti si lamentano, ma da Palazzo di Giano rassicurano che l’anno prossimo sarà un successo.

Intanto non più bancarelle, dove si poteva trascorrere del tempo passeggiando tra tarocchi e maghi, ciondoli e gingilli, e manufatti di vario genere. Assente totalmente l’artigianato, che aveva, così, il suo spazio per farsi conoscere, oltre naturalmente, a buona musica che accompagnava la passeggiata anche per chi, non potendo acquistare il biglietto, restava fuori.

Ma tutto cambia, ed al posto dei metri riservati ai banchetti artigiani troviamo sempre più Hamburger, patatine fritte, porchette e birra, su camion botteghe disseminati nelle vie del centro ed all’interno della piazza. Una cornice alquanto singolare, diciamolo. Ed i residenti del centro storico, costretti a vagabondare per ore con le loro auto per poter parcheggiare a causa del centro blindato e dei parcheggi consentiti nelle piazze, precluse a causa dei piccoli eventi disseminati in città.

Quali alternative offerte loro? Zero. Costretti persino a chieder ‘permesso’ per tornare a casa loro se sbarre delimitanti. E poi la Giostra. Questione delicata e dolorosa. Una città spaccata che ha chiaramente preso delle posizioni al riguardo. Con la vestizione di San Jacopo, che si trova sul tetto della Cattedrale di San Zeno in Piazza Duomo, ormai avvenuta, sono ufficialmente iniziati i festeggiamenti e fino al 27 luglio il patrono di Pistoia rimarrà col mantello addosso.

La tradizione storica della vestizione è legata alla promessa di pagare i suoi debiti durante il periodo estivo, indossando questo pesante “cappotto” rosso, praticamente a dimostrare che l’estate non arrivava mai. E poi, quest’anno, dopo un anno di stop dovuto ai fatti tragici del 2014, torna la Giostra dell’Orso. Per i pistoiesi rappresenta sicuramente la manifestazione clou, simbolo del Luglio pistoiese,un evento che ha provocato non pochi dissensi da parte degli animalisti e dei cittadini pro e contro.

C’è stata persino una consultazione pubblica che ha permesso, così di capirne l’importanza. Riparte, ma con un nuovo spirito ed un nuovo regolamento, stilato dopo questa consultazione popolare avvenuta a febbraio, redatto dalla commissione ed approvato da tutti e quattro i rioni cittadini, lo scorso 22 giugno.

E poi c’è la Giostra delle idee. Inserita nel calendario del Luglio pistoiese, la manifestazione per un Premio importante messo a punto da giovani professioniste dell’Ass. nazionale “Verde Vivo Green Lab”.  E.P.I.C.O. l’hanno chiamato. Il prossimo 21 luglio 2016, alle ore 21, si  terrà ad invito nella sede della scuola di musica Mabellini, a Villa Puccini, la cerimonia di premiazione del “Primo premio nazionale”  in tema di rigenerazione delle periferie, eco design urbano ed eco innovazioni digitali. Il bando era stato presentato alla città ed agli esponenti politici ed alle categorie interessate dalla presidente Federica Vettori, nel corso del convegno “Il verde del futuro e le periferie”.

Un convegno ed un premio voluto dalle fondatrici dell’associazione le quali hanno lavorato per realizzarlo nella città per eccellenza del verde, Pistoia. Il premio E.P.I.C.O. cerca di raccogliere ed attrarre a sé le migliori idee in ambito progettuale ed innovativo. Le categorie in cui si articola lo stesso sono quattro: Eco Design, Eco Piazze, Eco Orizzonti ed Eco App. Ognuna di esse rappresenta un aspetto importante e fondamentale su cui investire già da adesso. Verde Vivo Green Lab lo fa sostenendo concretamente le migliori idee under 35.

Non è così comune che una associazione no profit sorta da poco per volontà di quattro professioniste con età media di 31 anni, riesca a realizzare un premio nazionale con il quale si premia e sostiene i propri coetanei donando loro un assegno di 1000 euro ed una doppia pubblicazione. L’ Arch. Giacobone, durante il convegno avvenuto a Pistoia pochi mesi fa, aveva chiarito alcune delle strategie che verranno messe in atto da parte del Ministero, e tra queste aveva evidenziato che le politiche legate alla rigenerazione urbana hanno un ruolo preminente e soprattutto strategico per la crescita del nostro paese. Ed è proprio questo che l’associazione promuove: l’attivazione di piani strategici tesi a riqualificare le zone più difficili del territorio e più bisognose di un intervento netto da parte degli amministratori.

Quindi, da una parte la “Giostra dell’Orso”, riveduta e corretta, un Blues ormai dimenticato, dall’altra la ” Giostra delle idee” che si occupa di ambiente e sprona, premiando under 35 per la progettualità Green delle città e delle periferie.

Epico, sicuramente centrato come termine. Letteralmente significa “qualcosa di leggendario rispetto alle ordinarie capacità umane ed è così che appare. Perché oggi più che mai occuparsi della città, del bene comune, della collettività, cercando di ascoltare e dare risposte è diventato davvero leggendario. Ma per nulla lontano dalle capacità umane. Il premio EPICO lo dimostra ampiamente.

Si può, se si vuole. Si può se si ascolta e si offre quello spazio importante e necessario per valorizzare professionalità al servizio della collettività. E poi c’è  “Un’altro giro di giostra” come direbbe il nostro Terzani : “Avevo da scegliere: potevo essere il me che desiderava, o il me che rideva del me che desiderava. In India si dice che l’ora più bella sia quella dell’alba, quando la distinzione tra tenebra e luce non è ancora netta, e l’uomo se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa.

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