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Laboratorio di medicina corale di Careggi: concerto per «Firenze Capitale» al Lyceum Firenze

Il 16 febbraio a Palazzo Giugni la formazione diretta da Giovanni Del Vecchio, con il mezzosoprano Annamaria Guarducci, eseguirà musiche popolari corali risorgimentali e del primo periodo unitario. In programma anche una canzone musicata da Giuseppe Mazzini. Il concerto fa parte del progetto “Firenze oltre le mura”. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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 Arie, inni e canti popolari del Risorgimento italiano e del primo periodo unitario nel «Concerto per le celebrazioni di Firenze Capitale d’Italia» che il Laboratorio di medicina corale di Careggi, diretto dal pianista Giovanni del Vecchio, con la partecipazione del mezzosoprano Annamaria Guarducci, terrà lunedì 16 febbraio, alle 20,30, al Lyceum Club Internazionale di Firenze.

Il programma del concerto, che è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili e prevede arrangiamenti corali di Del Vecchio, si apre con ‘L’esule’ di Giuseppe Verdi, un’aria da camera del 1839 su testo di Temistocle Solera che presenta i tre momenti tipici dell’aria operistica (recitativo, cavatina e cabaletta). Seguono l’inno austriaco dell’epoca (‘Gott erhalte Franz den Kaiser’ di Franz Joseph Haydn) e il nostro ‘Il canto degli Italiani’, che è il vero titolo dell’inno di Goffredo Mameli musicato da Michele Novaro. Poi due inni molto in voga, in ambito accademico, fra gli studenti, ai tempi di Firenze Capitale: ‘Gaudeamus Igitur’ e ‘Di canti di gioia’ (inno “ufficiale” della goliardia). Dopo c’è ‘Dove sei tu fioretto?’, canzonetta musicata da Giuseppe Mazzini, che era anche un valente chitarrista, in cui viene evocata nostalgicamente la ricerca di un fiore da parte di chi «erra di gente in gente». Segue un’altra aria da camera di Giuseppe Verdi, ‘Il brigidino’, che descrive argutamente la coccarda con i tre colori della bandiera italiana. Poi quattro canti popolari, fra cui il celebre ‘Addio mia bella addio’, presentato in una versione di Giovanni Del Vecchio con variazioni in cui il testo originale viene alternato con il testo di un’altra poesia (‘L’innamorata al volontario’) dello stesso poeta, il patriota fiorentino Carlo Alberto Bosi, e ancora la bellissima melodia popolare di ‘O Venezia che sei la più bella’. Infine, l’aria ‘Terra adorata dei Padri miei’ di Giuseppe Donizetti dall’opera del 1843 ‘Don Sebastiano’, e il celebre canto ‘La bella Gigogin’ di Paolo Giorza, dedicato alla leggendaria figura di Teresina (Gigogin in genovese).

Il Laboratorio di medicina corale, presieduto da Maria Luisa Dalla Chiara, è «nato nel 2011 sotto gli auspici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi e del centro Medical Humanities, con la fattiva collaborazione del prof. Gensini, preside della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Firenze. E’ composto da operatori sanitari, personale amministrativo, studenti e… pazienti, di varia provenienza ma tutti accomunati dalla passione per la musica e per il canto, ed accoglie con sé chiunque voglia farne parte». Nel laboratorio l’approccio alla musica segue «una metodologia che fa del canto corale una vera e propria esperienza terapeutica» e tali qualità terapeutiche vengono «condivise anche con i pazienti ricoverati, o che hanno avuto un’esperienza di ricovero ordinario o ambulatoriale».

Questo concerto è organizzato dalla sezione Musica del Lyceum Club di Firenze, presieduta da Eleonora Negri, coadiuvata dalla vicepresidente Irene Weber Froboese, e rientra nel progetto “Firenze oltre le mura”, che è coordinato da Mirka Sandiford e Marta Biani per il Lyceum, Riccardo Pratesi per il Circolo Fratelli Rosselli e Adalberto Scarlino per il Circolo Gobetti.

“Firenze oltre le mura” fa parte del programma di iniziative ‘Firenze capitale 1865-2015’ promosso dal Comune di Firenze.

Per ulteriori informazioni, visitare la pagina su Facebook “Firenze oltre le mura” o il gruppo su Facebook “Eventi di ‘Firenze oltre le mura’” oppure il sito web www.lyceumclubfirenze.net.

 

Per informazioni, Lorenzo Sandiford

333-3459187, lorenzo.sandiford@gmail.com

 

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PROGRAMMA

Arie, inni e canti popolari del Risorgimento Italiano

 

G. Verdi                                                                L’esule, aria da camera

 

F.J. Haydn                                                           Gott erhalte Franz den Kaiser

 

M. Novaro – G. Mameli                                     Il canto degli Italiani

 

anonimo                                                                 Gaudeamus igitur

 

anonimo                                                                 Di canti di gioia

G. Mazzini                                                              Dove sei tu, fioretto?, stornello

 

G. Verdi                                                                    Il brigidino, aria da camera

 

anonimo                                                                    E i tedeschi co’ su’ baffi

 

anonimo                                                                     Io vorrei che a Metternicche

 

anonimo (testo di C.A. Bosi)                                L’addio del volontario/l’innamorata al volontario

 

anonimo                                                                     O Venezia che sei la più bella

 

G. Donizetti                                                               Terra adorata dei Padri miei, aria da Don Sebastiano

 

P. Giorza                                                                     La bella Gigogin

 

Arrangiamenti corali di Giovanni Del Vecchio

 

 

– ‘L’esule’ è un’aria da camera di Verdi del 1839 su testo di Temistocle Solera; abbastanza articolata musicalmente, pur essendo un’aria da camera (cioè scritta espressamente per canto e pianoforte e non facente parte di opere) presenta i tre momenti tipici dell’aria operistica: recitativo, cavatina e cabaletta. Il testo evoca la nostalgia dell’esule.

– ‘Gott erhalt Franz der Kaiser’ era l’inno austriaco all’epoca.

– ‘Il Canto degli Italiani’ (questo il vero titolo dell’Inno di Mameli) è costituito di 5 strofe. Soltanto la prima è però patrimonio comune; sarà proposta anche la seconda strofa, che è invece molto più significativa e descrive perfettamente la situazione storica dell’Italia prima dell’Unità (e sembra ancora attuale, dopo 155 anni….): “Noi fummo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi. Raccolgaci un’unica bandiera, una speme, di fonderci insieme già l’ora suonò”

– ‘Gaudeamus Igitur’ è una melodia del XVII sec. divenuto inno degli studenti con testi vari in latino (per lo più maccheronico). Noi cantiamo tre strofe inneggianti rispettivamente alla gioventù, ai professori ed alle donne belle.

– ‘Di canti di gioia’ è invece l’inno degli studenti “ufficiale” della goliardia. Entrambi gli inni degli studenti erano molto in voga in ambito accademico ai tempi di Firenze capitale.

– ‘Dove sei tu fioretto?’ È una canzonetta musicata da Giuseppe Mazzini, che era anche un valente chitarrista (si manteneva durante l’esilio a Londra anche dando lezioni di chitarra) che evoca nostalgicamente la ricerca di un fiore da parte di chi “erra di gente in gente”.

– ‘Il brigidino’. Termine con cui veniva definita la coccarda tricolore, quest’aria da camera descrive argutamente appunto i  tre colori della bandiera italiana.

– ‘E i tedeschi co’ su’ baffi’. Canto popolare beffardo, una delle tante varianti della melodia popolare meglio conosciuta come “La bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella”: in questa versione si prendono in giro i “tedeschi” e, nella terza ed ultima strofa, i “gesuiti” a loro legati.

– ‘Io vorrei che a Metternicche’. E’ il canto del battaglione degli studenti universitari volontari pisani alla battaglia di Curtatone e Montanara del 1848: con irriverenza gli studenti auspicano che a “Metternicche” vengano tagliate dalle gambe alle budella, comprese le parti più…. sensibili.

– ‘L’addio del volontario/l’innamorata al volontario’.  E’ il celebre ‘Addio mia bella addio’ presentato in una versione [di Giovanni Del Vecchio] “con variazioni” in cui il testo originale viene alternato col testo di un’altra poesia, meno celebre, dello stesso poeta, il patriota Carlo Alberto Bosi, fiorentino, anche lui volontario a Curtatone, intitolata appunto “L’innamorata al volontario”: in questa, dopo un primo tentennamento (“ti ascondi, mi consola, nessun ti scoprirà”) anche lei, la fidanzata, aderisce entusiasticamente agli ideali patriottici. E se lui morirà alla guerra contro l’invasore per l’Indipendenza dell’Italia, a lei resterà “il figlio dell’amor”! Pertanto: “un bacio al figlio mio, viva la libertà!”

– ‘O Venezia che sei la più bella’. Questa bellissima melodia popolare, quasi un coro operistico, racconta con toni epici dell’eroica insurrezione dei seguaci di Daniele Manin  cui gli austriaci risposero con un vero e proprio assedio che con alterne vicende durò dal marzo del 1848 all’agosto del 1849 e finì in un bagno di sangue. Quando nell’ultima strofa si allude ad Ancona ed alle “chiavi di Roma” si intende l’unificazione dell’Italia e la sconfitta dello Stato Pontificio (che appunto arrivava fino ad Ancona).

– ‘Terra adorata dei Padri miei’, aria da Don Sebastiano è invece una vera e propria aria d’opera del 1843, originariamente in francese, tradotta poi in tedesco ed infine in italiano, che fece il giro d’Europa e divenne in qualche modo simbolo patriottico. E’ l’aria che Zaida, infelice protagonista dell’opera di Donizetti, canta all’inizio del secondo atto nel rimettere piede, dopo essere stata generosamente (ed interessatamente) graziata (per il momento, perché tra un colpo di scena e l’altro finirà uccisa), nella sua città natale, Fez, in Marocco, da cui era stata portata via come schiava dai portoghesi.

– ‘La bella Gigogin’. Altro celeberrimo canto, è dedicato alla leggendaria figura di Teresina (Gigogin in genovese), che si narra seguace della spedizione dei Mille e a vario titolo protagonista di molte vicende dell’epopea Risorgimentale italiana. Le allusioni satiriche del testo sono storiche quando si parla dei tentennamenti di Carlo Alberto (“daghela avanti un passo…”) e della polenta (simbolo austro-ungarico ma anche gialla, colore tipicamente e simbolicamente “pontificio”) ma anche, nel finale, soldatescamente sessuali…

 

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LABORATORIO DI MEDICINA CORALE DI CAREGGI

Il Laboratorio di medicina corale è nato nel 2011 sotto gli auspici dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Careggi e del Centro “Medical Humanities, con la fattiva collaborazione del prof. Gensini, preside della della Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Firenze. E’ composto da operatori sanitari, personale amministrativo, studenti e… pazienti, di varia provenienza ma tutti accomunati dalla passione per la musica e per il canto, ed accoglie con sé chiunque voglia farne parte. Il Laboratorio offre la possibilità di partecipare ad una iniziativa di particolare interesse e coinvolgimento: i partecipanti (attualmente una cinquantina) sono coinvolti in una esperienza di notevole impatto sul piano espressivo e sociale, che consente, attraverso una modalità usualmente riservata solo a persone “dotate” di dare voce a se stessi con la musica. L’esperienza rappresenta – proprio nel contesto sanitario – la materializzazione del concetto di salute così come indicato dall’OMS quale “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia”. Il Laboratorio di Medicina Corale di Careggi, presenta una metodologia che fa del canto corale una vera e propria esperienza terapeutica. E’ dimostrato che i linguaggi artistici, permettono di proporre una relazione ed una comunicazione alla ricerca della qualità espressiva sincera ed autentica e di scoprire il valore unico e irripetibile del mondo interiore fluido e mutevole dell’esperienza soggettiva, contribuendo al processo di “umanizzazione” della medicina.

Il Laboratorio di Medicina Corale di Careggi è un progetto attraverso il quale condividere ed esprimere le qualità terapeutiche della musica anche con i pazienti ricoverati, o che hanno avuto un’esperienza di ricovero ordinario o ambulatoriale, facendo “risuonare” all’interno di ogni partecipante (sia esso corista o ascoltatore) la bellezza e l’armonia che dona sollievo e conforto nei momenti difficili della vita. Si dedica ad un repertorio quanto più possibile vario ma sempre con uno studio musicale serio ed approfondito, e promuove il benessere vocale e psicologico dei suoi adepti (ed anche di coloro che hanno la compiacenza e la curiosità di ascoltarlo), puntando sempre però alla qualità dell’esecuzione musicale tramite lo studio della tecnica vocale (affidato alla Dott.ssa Antonella Ferrari, mezzosoprano e musico-terapeuta) ed una direzione musicale professionale (curata dal M° Giovanni Del Vecchio, pianista e docente del Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze). Il si è più volte esibito all’interno ed all’esterno dell’Azienda, anche in occasione di Convegni, con un repertorio di canti popolari, cori d’opera, brani a cappella (tra cui ad esempio canoni di Mozart ed il Contrappunto bestiale di Banchieri, nonché talvolta brani arrangiati ad hoc) ed anche arrangiamenti di spitituals e canzoni d’autore.

 

Mezzosoprano solista: Anna Maria Guarducci

Dopo gli studi di pianoforte, si è diplomata con il massimo dei voti in Canto Lirico presso l’Istituto Musicale  “P. Mascagni” di Livorno.

Nella sua attività concertistica, che spazia dalla musica barocca a quella contemporanea, dalla liederistica alla musica sacra, si è esibita con formazioni diverse, in Italia e all’estero; inoltre ha partecipato e realizzato spettacoli come attrice-cantante.

Dal 1996 si dedica alla didattica come vocalista di formazioni corali e cura la preparazione tecnico-interpretativa di cantanti solisti.

Ha inciso per le case discografiche “EurArt” e “Splas(H) Records”.

 

Direttore e pianista: GIOVANNI DEL VECCHIO

GIOVANNI DEL VECCHIO è pianista: si è diplomato diciottenne col massimo dei voti e la lode presso l’Istituto “Boccherini” di Lucca sotto la guida di Rossana Bottai. Si è quindi perfezionato seguendo numerosi corsi di musica da camera presso la Scuola di musica di Fiesole con Dario De Rosa, Maureen Jones, Amedeo Baldovino e Renato Zanettovich. Ha studiato composizione con Gaetano Giani Luporini. Nel 1978 ha vinto il Concorso “Pietro Napoli” di Livorno (Presidente di giuria Carlo Zecchi), nel 1983 è stato finalista (terzo classificato) al Concorso “Cata Monti” di Trieste ed al Concorso “Arcangelo Speranza” di Taranto.

Si è dedicato intensamente all’attività didattica, vincendo i concorsi per l’insegnamento nelle scuole e nei conservatori. Ha insegnato al Conservatorio “Marcello” di Venezia e dal 2005 è titolare della cattedra di Lettura della Partitura presso il Conservatorio “Cherubini” di Firenze.

Ha pubblicato trascrizioni ed adattamenti corali e strumentali oltre ad articoli di analisi su riviste specializzate ed è stato membro di giuria in concorsi pianistici. E’ stato maestro del coro in produzioni operistiche, ha collaborato come docente col Dipartimento di Filosofia dell’Università di Firenze e tiene concerti come pianista, direttore di coro e direttore d’orchestra.

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