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L’Aduc organizza per domenica una mega danza della pioggia alle Cascine Società

Se il Cardinale Betori invita i propri fedeli a pregare per la pioggia, vista l’emergenza siccità che sta vivendo la nostra regione, allora perché non organizzare un maxi raduno, domenica 1 aprile, al Parco delle Cascine per la danza della pioggia. L’invito viene dall’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, presieduta da Vincenzo Donvito. “Anche noi, che non siamo chiesa ma rispettiamo tutte le chiese e i loro adepti – ha dichiarato Donvito  –  cogliamo la ‘palla al balzo’ e, nella prospettiva di una maggiore pressione a chi di dovere, invitiamo tutte le persone che si rifanno alle svariate confessioni, incluse e soprattutto quelle animistiche, a concentrare i propri sforzi. L'invito è che domenica 1 aprile (!!) ci sia un concentramento di tutti i credenti di ogni confessione al prato delle Cascine, lì dove già si radunano i peruviani tutte le domeniche vicino a piazzale Kennedy. Una grande danza della pioggia collettiva – prosegue Donvito – che veda tutti uniti i vari riti religiosi e le varie comunità fiorentine di indirizzo animistico, soprattutto quelle africane e sudamericane che, di danze della pioggia, hanno una tradizione consolidata. Chissà che la forte concentrazione non dia qualche risultato apprezzabile. Ci sarà anch'io, non-animista o religioso, ma semplice naturalista, in bicicletta con la mia bambina di sei anni e col palandrano antipioggia nello zaino”.  Donvito, un po’ seccato ed invidioso per quanto spazio i media hanno dato oggi sulle pagine dei quotidiani all’appello del Cardinale Betori,  sottolineando la ricorrenza del pesce d’aprile, che cade domenica, alla fine si chiede: “Chissà se gli amministratori fiorentini non traggano giovamento rispetto al loro immobilismo in materia”. Si perché, sempre per Donvito, se Betori e i suoi fedeli cercano, come meglio possono, di risolvere l’emergenza, chi ci governa, o ci ha governato, al di là del tubone degli anni 80 che dal parco dei Renai portava l'acqua in città, che tanto fece patire gli abitanti che videro lambire le loro case dal passaggio di questo tubo, e che per anni attesero la rimozione, necessaria perché in alcuni casi impediva materialmente l'accesso nelle case, poco hanno fatto. “Memori di questo passato – sentenzia  Donvito – allo stato dei fatti, per evitare simili errori, sembra che si aspetti solo la pioggia”.

Foto: Nonciclopedia

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