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L’Aleph Rubriche

A Londra, all'inizio del mese di giugno del 1929, l'antiquario Joseph Cartaphilus, di Smirne, offrì alla principessa di Lucinge i sei volumi in quarto minore (1715-1720) dell'Iliade di Pope. La principessa li acquistò e in quell'occasione scambiò qualche parola con lui. Era, ci dice, un uomo consunto e terroso, grigio d'occhi e di barba, dai tratti singolarmente vaghi. Si destreggiava con scioltezza e ignoranza in diverse lingue, in pochi minuti passò dal francese all'inglese e dall'inglese ad una misteriosa mescolanza di spagnolo di Salonicco e portoghese di Macao. Nell'ottobre la principessa seppe da un passeggero dello Zeus che Cartaphilus era morto in mare, nel tornare a Smirne, e che l'avevano seppellito nell'isola di Ios. Nell'ultimo tomo dell'Iliade trovò questo manoscritto.
(Traduzione: Francesco Tentori Montalto)

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