energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

L’altare dei Giusti: uomini e donne che hanno creduto nell’Italia Cronaca

Prato – In piazza Mercatale a Prato in corrispondenza con via del Carmine, troviamo l’imponente Chiesa di San Bartolomeo fondata  originariamente nel 1293 dai frati carmelitani, distrutta da un bombardamento nel 1944 e interamente ricostruita nel  1958.

Ricca di importanti opere d’arte antica, ha su una parete in fondo, un altare marmoreo che potrebbe dare a prima vista l’impressione di un Presepe moderno per le stelle di natale poggiate lì in un angolo, ma in realtà testimonia un’altra storia.

Tre anni fa il parroco della Chiesa don Marco Natali membro dell’associazione Libera, dopo un viaggio a Palermo, decise che doveva fare qualcosa perché laggiù aveva incontrato le mamme degli uomini e delle donne delle scorte uccisi dalla mafia che  piangevano perché i nomi dei loro figli erano stati dimenticati.

Dal 1996, grazie all’associazione Libera il 21 marzo vengono ricordati ogni anno e in città diverse le vittime di mafia, una data che poi è stata ufficialmente istituita nel 2017 con voto unanime della Camera con il nome “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

Ma per don Marco celebrarne solo il giorno non era ancora abbastanza, era ancora troppo poco. Decise allora di innalzare nella propria Chiesa a Prato un altare e sopra il muro poggiarvi tante fotografie (oggi 43) di donne, uomini e ragazzi di fede o diversamente credenti che nella loro vita hanno anteposto al proprio bene quello degli altri. Nacque “l’altare dei Giusti”, unico in Italia  (forse ne nascerà a breve un altro nella diocesi di Locri), diventato in pochissimi anni una testimonianza d’amore, visitato da tanti fedeli ma anche da laici e da gruppi di scolaresche accompagnate dai loro insegnanti.

Un altare dedicato ai non Santi ma posto all’interno di una Chiesa, il luogo sacro per eccellenza dei cristiani, dove una accanto all’altra ci sono le foto di  grandi figure storiche del sindacato italiano come Giuseppe di Vittorio e Tina Anselmi; della politica Alcide de Gasperi, Sandro Pertini; dello sport come il ciclista Gino Bartali che sotto il fascismo mise in salvo 800 ebrei e di Antonino Caponnetto che guidò il Pool antimafia dopo la morte del suo ideatore il giudice Rocco Chinnici.

Foto allineate ma senza un ordine preciso che ritraggono il venerabile Giorgio La Pira, l’educatore Don Milani e le vittime del terrorismo brigatista come Vittorio Bachelet, Guido Rossa e Aldo Moro. Né mancano le testimonianze di coloro che sono stati uccisi dalla mafia e qui l’elenco è lunghissimo dal generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ai giudici Falcone, Borsellino e Pio La Torre per citarne i più famosi e il giovanissimo Giuseppe di Matteo.

Ci sono anche le foto di Don Beppe Diana e del poliziotto  Roberto Mancini, morto di leucemia, lui che si era battuto contro i traffici illeciti dei rifiuti tossici in Campania. E poi i giornalisti che hanno pagato con la vita la ricerca della verità: Ilaria Alpi e Anna Stepanovna Politkovskaja.

Al centro dell’altare c’è anche un dipinto  che sembra raffiguri il padre e la madre di Gesù, ma che invece rappresenta i genitori che piangono la morte di un figlio.  All’interno delle loro mani una piccola fiammella accesa e dunque viva, simbolo della volontà di entrambi a proseguire nonostante il dramma, un cammino di vita insieme.

I loro visi sono bassi e gli occhi chiusi perché essi non vogliono più vedere, ma le loro spalle sono unite quasi a  farsi coraggio. Un altare quello ideato e voluto da don Natali che si pone non in alternativa a quello cristiano, ma che lo completa ricordandoci che il bene per il prossimo è un dono meraviglioso che si dimostra con l’impegno di ciascuno di noi e che si espleta in vari modi.

Ai Santi  consacrati a Dio dalla Chiesa cattolica, oggi su questo altare dei Giusti, troviamo invece tutte quelle persone che hanno speso la propria vita in nome di un ideale a volte anche a costo della stessa.Il loro esempio è da monito all’intera umanità perché essa non disperda i valori  della pace, dell’amore, della condivisione e dell’accoglienza in cui essi per prima hanno creduto, specie in questi giorni di avvento natalizio che ci invitano ancora una volta alla riflessione e al raccoglimento.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »