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L’amore umano, variazioni sul tema Opinion leader

Firenze – Presso l’Istituto Stensen di Firenze è cominciato l’8 novembre scorso il nuovo ciclo del “Novembre Stenseniano” “Eros – Filia – Agape, le relazioni umane” dedicato all’amore umano nelle sue varie espressioni. Nel primo incontro, al quale hanno partecipato più di 32 persone, hanno tenuto relazioni Aldo Stella e don Gianni Colzani. Sabato 15 novembre sarà la volta di Paolo Maugeri (Procreazione tecnologica: il dominio della vita) e Simona Argentieri (Pulsione, libido ed eros). Pubblichiamo una presentazione del percorso scritta dal Presidente della Fondazione Stensen, padre Ennio Brovedani, pubblica sul settimanale “ToscanaOggi”. 

L’amore umano, nelle sue svariate espressioni e relazioni, nel corso dei secoli è stato descritto, spiegato, definito, rappresentato e celebrato da letterati, artisti, filosofi, antropologi, psicologi, teologi, e ultimamente anche – nei suoi aspetti più propriamente, fisiologici, relazionali e fenomenologici – da scienziati, medici e sociologi.

Da tempo, ormai, numerosi studi storici e comparati hanno distinto – almeno per quanto riguarda il mondo occidentale – diversi concetti, definizioni e teorie, concernenti l’esperienza, il sentimento e le molteplici dinamiche relazionali dell’amore umano: in Platone, per esempio, c’è la distinzione tra Eros e Filìa, tra l’amore erotico, in grado di consentire agli esseri umani di realizzare le opere più grandi nell’arte, nella scienza e nella filosofia, e il gioioso sentimento dell’amicizia sincera e fraterna; nella letteratura cristiana, prevale l’esperienza spirituale dell’Agape, intesa quale amore di Dio, amore solidale, carità e principio conduttore di una vita virtuosa; nell’età moderna nasceranno e si riveleranno l’amore cortese e quello romantico; nella cultura e società contemporanee, i crescenti sviluppi delle discipline antropologiche e etnologiche, delle ricerche biomediche, delle tecnologie digitali e della comunicazione globale, stanno inducendo e prospettando forme nuove e inedite di relazioni umane, tanto reali quanto virtuali (Internet), con evidenti vantaggi e benefici, ma anche con il rischio di destrutturare e alterare esperienze, sentimenti e comportamenti consolidati da secoli, senza disporre ancora di adeguati strumenti di valutazione e previsione delle possibili implicazioni e conseguenze.

Ripensare le relazioni umane oggi, in un epoca di profonde trasformazioni o di “transizione”,- come ricorrentemente si sostiene,- in un contesto culturale e sociale sempre più precario, caratterizzato da crescente agnosticismo e da un umanesimo che si presume autosufficiente, è come porsi «ai piedi del faro», per riprendere un’incisiva metafora del filosofo della speranza Ernst Bloch (1985-1977); e ai piedi del faro «non c’è luce». Lo stesso Papa Francesco, nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e in numerose allocuzioni, più volte sollecita l’avvio di una «pastorale della prossimità» (EG 24) e di una relativa riflessione e «decentralizzazione» (EG 16) che aiutino l’uomo contemporaneo a comprendere ed esprimere il meglio di se stesso, nella prospettiva di una “maturazione antropologica” in cui l’emergenza e la valorizzazione dell’individuo, con la sua libertà, la sua coscienza e i suoi diritti, sia espressione di una più matura consapevolezza delle proprie responsabilità personali; costituisca, cioè, un valore e non banale individualismo, come a volte e un po’ sbrigativamente si sostiene. La fede oggi, – una «fede di ragione», consapevole delle proprie motivazioni – non può limitarsi o ridursi ad “Agenzia Etica” e, su pressione dell’urgenza umanitaria, a esclusivo “Servizio caritativo e sociale”, anche se «la carità copre una moltitudine di peccati» (1Pietro 4,8), ma deve contribuire a non fare disperare la ragione, in quanto lo Stato liberale e secolarizzato, – la stessa laicità, come “luogo” e metodo di riflessione comune sui molteplici problemi complessi che sempre più frequentemente dobbiamo affrontare, – si nutre di premesse normative che esso, da solo, non è in grado di garantire, ma vanno ricercate e concordate insieme.

Il percorso su Eros, Filìa e Agape – Le relazioni umane oggi, pensato dalla Fondazione Stensen come XI edizione del Novembre Stenseniano, che ha preso avvio sabato 8 novembre scorso alle ore 15:30 con una grande partecipazione di pubblico, si propone quale occasione e luogo di informazione, interrogazione e riflessione comune su alcune nuove e inedite dinamiche relazionali contemporanee. Dopo aver brevemente richiamato il quadro concettuale e relazionale di Eros, Filìa e Agape, quale storicamente si è originato e configurato, verranno esaminati e valutati alcuni tra gli aspetti scientifici, antropologici e sociali più rilevanti e significativi delle relazioni umane contemporanee, così come si delineano e, in parte, si impongono, quale esito del profondo mutamento culturale e sociale in atto, nel contesto e nella prospettiva di una crescente globalizzazione demografica, economica e comunicativa.

L’intero programma può essere scaricato al seguente link:

http://nuovo.stensen.org/wp-content/uploads/2014/10/Novembre-stensenianox-web-copia.pdf

 

P. Ennio BROVEDANI sj

Presidente della Fondazione Stensen di Firenze

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