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L’antico manoscritto della storia dello Stato di Siena Foto del giorno, Notizie dalla toscana

Siena – Gioielli preziosi nelle collezioni della Banca Monte dei Paschi, fra questi “Lo Stato di Siena antico, e moderno”, l’edizione a stampa di Giovanni Antonio Pecci (1693-1768), fonte di rilevante importanza per la storia di Siena e del suo territorio, perseguita da tempo dall’Accademia Senese degli Intronati.

La Banca possiede, infatti, all’interno del suo Fondo librario antico l’ultima stesura in 11 tomi del manoscritto. L’opera, presentata a Rocca Salimbeni,  è stata recentemente utilizzata da due studiosi, Mario De Gregorio e Doriano Mazzini, per l’edizione integrale del testo definitivo, realizzata in sei volumi, con un impegno decennale di trascrizione.

“Il manoscritto di Giovanni Antonio Pecci è un’opera monumentale di straordinaria rilevanza per il nostro territorio – ha dichiarato l’Archintronato Roberto Barzanti -. Un «Repetti senese» inedito, frutto maturo di una lunga e pervicace impostazione erudita che guarda con consapevolezza, sulla scia dell’insegnamento muratoriano, alla propria storia legittima, quella definitivamente sfrondata da apporti non adeguatamente documentati. Nella sua esposizione il Pecci fa un’illustrazione della storia sacra e profana per indicare una potenzialità di riscatto senese possibile fra il tramonto dei Medici e l’ingresso sulla scena toscana della dinastia lorenese. Come Accademia degli Intronati abbiamo creduto nel sostanzioso lavoro intrapreso da De Gregorio e Mazzini e ci siamo impegnati attivamente per la pubblicazione di questa edizione filologicamente inappuntabile dell’opera pecciana”.

“Lo Stato di Siena antico, e moderno” è una sorta di dizionario storico, geografico e documentario delle località dell’antico dominio senese. Un’opera monumentale sulla storia, le risorse umane e naturali, la demografia, il patrimonio archeologico, diplomatico, epigrafico ed archivistico dell’antico Stato della Repubblica di Siena: 11 volumi, 3.600 carte, 196 località raccontate in dettaglio per una compilazione volta a rivendicare l’autorevolezza e il prestigio di un intero territorio di fronte a vecchi e nuovi dominatori. Iniziato tra il 1757-58, Lo Stato, critico verso la gestione medicea e lorenese del territorio, è una sintesi dell’opera di Pecci, dove all’impianto documentario si aggiunge l’attenzione per le risorse economiche e naturali delle località. L’evidente uso politico della storia senese costringe l’opera a restare inedita fino ad oggi, soggetta all’edizione di brani parziali. Un’ultima stesura autografa, aggiornata e corretta, viene intrapresa dall’autore a metà degli anni Sessanta del Settecento e portata a termine pochi mesi prima della morte (1768).

L’edizione integrale dell’opera del Pecci viene realizzata da Mario De Gregorio e Doriano Mazzini, con un lavoro di trascrizione durato dieci anni e concluso nel 2016; un’opera in sei volumi che riproduce l’ampio lavoro di Pecci, nella quale i curatori hanno ricontrollato tutte le citazioni archivistiche dell’autore, indicandone le segnature attuali, onde consentire agli studiosi il facile reperimento di tutta la documentazione utilizzata dal Pecci..

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