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L’appello di Nardella per i ragazzi: “Almeno un giorno di scuola” Breaking news, Cronaca

Firenze – Risarciamoli per l’indifferenza. Un risarcimento simbolico, è vero, ma importante: riaprire la scuola per un giorno, per i ragazzi, bambini, adolescenti, lasciati indietro dall’agenda politica in questi mesi di emergenza pandemica. L’appello parte da Firenze, e lo lancia il sindaco Dario Nardella, che lo dedica agli 8 milioni di ragazzi che frequentano le scuole italiane.

“Il primo errore del nostro lockdown è stato quello di mettere i nostri bambini all’ultimo posto dell’agenda politica – dice il sindaco – se ne riparlerà a settembre. e fino ad allora? Chi pensa a loro? Chi aiuta le famiglie che tornano al lavoro? Chi ascolta il loro dolore? Chi cura la loro tristezza? Allora, come prima cosa, per sdebitarci della nostra indifferenza, restituiamo a loro tutti un giorno di scuola vero, prima che finisca l’anno scolastico. Un giorno per ritrovarsi nelle aule con gioia, per salutare i compagni diventati invisibili e intoccabili, per sorridere agli insegnanti diventati un’immagine su uno schermo. Raccolgo per questo l’appello di tante famiglie e rappresentanti delle istituzioni, e anche quello dei ragazzi, e lo rilancio dalla mia città, da Firenze: apriamo le scuole, l’ultimo giorno di quest’anno scolastico diventato triste e assurdo. In sicurezza e con tutte le precauzioni. Stiamo riaprendo tutto: dai teatri ai parrucchieri, dai ristoranti ai negozi di vestiti. Non possiamo riaprire per un giorno ciò che conta di più per un paese, cioè la scuola? Facciamolo, per non lasciare sospesa questa esperienza drammatica anche per i nostri figli e nipoti. Per non asciare loro la sensazione di essere stati abbandonati, o l’amarezza di una società incapace di dare loro ciò di cui hanno diritto. Si può fare.  Si deve fare”.

 

 

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