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L’Arcivescovo di Lucca apre la sua casa a divorziati, separati, coppie di fatto Società

 L’Arcivescovo di Lucca Italo Castellani ha deciso di aprire, il prossimo 28 gennaio, la sua casa personale alle “famiglie segnate dalle separazioni, oppure ricostruite, famiglie di fatto, che spesso avvertite di non essere accolte o addirittura giudicate”. Lo ha comunicato lui stesso con una lettera aperta. A settembre 2011 Castellani scrisse una lettera alla diocesi “in cui invitava tutti a mettersi in atteggiamento di ascolto di Dio e dell’uomo. Atteggiamento di cui per primo voglio darne esempio. Fra le situazioni umane da accogliere ed ascoltare – scrisse – metto al primo posto la famiglia, oggi più che mai aggredita da tantissimi difficoltà morali, materiali,sociali, economiche, educative”. Da qui la decisione dell’arcivescovo di mettersi “in ascolto delle vostre situazioni, esperienze e domande” . Castellani è “sicuro di fare cosa gradita, e vi aspetto con cuore aperto di padre”.  Tutte situazioni dove, all’interno della comunità cristiana, ci si sente  “segnati” perché non si puoi fare la comunione, con un effetto sconvolgente sulle persone. Una domanda che frequentemente viene posta ai parroci, ma anche agli stessi cristiani. Da qualche anno in molte diocesi si sono attivate iniziative di dialogo con chi si trova, anche suo malgrado a colpa dell’altro coniuge, e quindi non per sua libera scelta, in queste situazioni. Un’occasione di confronto che in questa diocesi è iniziato da tre anni, curato dal direttore dell’ufficio per la famiglia, mons. Alberto Brugioni. In tutta la diocesi, e in città c’è grande interesse e stupore per tale iniziativa.

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