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L’arte del madonnaro: la dura battaglia per le postazioni migliori Cultura, Società

Firenze – Dove eravamo rimasti? Un anno fa, circa, salutavo Francesca Arsí piegata sulle pietre di via Calimala, impegnata in un Caravaggio di polvere di gesso (http://www.stamptoscana.it/?s=Arte+effimera). La ritrovo oggi radiosamente in attesa di un bambino, ma sempre appassionata e combattiva per la dignità e il riconoscimento dell’arte del madonnaro. Fa parte ormai da due anni di Open Art, associazione di artisti di strada all’interno di Confesercenti, che è riuscita a codificare un regolamento per l’attribuzione degli spazi che garantisse equità di trattamento.

  Gli spazi in cui lavori li hai chiesti tramite Open Art?

R- sì, ma penso che avrei ottenuto di più chiedendoli da libera cittadina, perché le associazioni a Firenze si danno contro: quelle antiche hanno obbiettivi diversi da quelle nuove. Dandosi contro non si è sbloccato niente. Negli ultimi due anni ho lavorato sempre su tre postazioni, di cui utilizzabile solo via Calimala, in quanto in via degli Avelli e Santa Maria Novella non ci va nessuno perché in piazza S.M. Novella sei tutto il giorno sotto il sole e in mezzo a due dehors, in pratica non c’è visibilità; in via degli Avelli c’è uno spazio molto piccolo da dividersi in due, e lavori in mezzo a quelli irregolari che vendono le stampe.

 Com’è ora la situazione?

R- in stallo. Abbiamo chiesto di togliere S.M. Novella e ce ne hanno dati due, attaccati; in via degli Avelli lo spazio è concesso a discrezione del madonnaro. Ma la questione più importante è questa: sono andata in giro per il centro di Firenze e ho fatto un reportage fotografico per individuare posti idonei al nostro lavoro. Avevo individuato tre posti perfetti al Duomo (ogni postazione deve avere il canale di scolo per l’acqua e la luce), tre agli Uffizi, in via Calzaiuoli e in San Lorenzo. Come risposta hanno raddoppiato S.M. Novella, hanno confermato via degli Avelli, e ce ne hanno dati due a piazzale Michelangelo. Il mio reportage non è stato minimamente considerato, nonostante avessi anche parlato con due assessori: Bettarini prima, e Cecilia Del Re dopo. Sembravano propositivi, poi invece, nonostante la proposta venisse sia da Open Art, attraverso me, sia dall’associazione madonnari fiorentino di Claudio Sgobino, l’assegnazione ha seguito criteri diversi ma non comprensibili. Ho inviato una lettera di protesta con le mie osservazioni, ma mi è stato risposto che non l’hanno ricevuta. Non voglio aprire polemiche, ma credo che una spiegazione sia doveroso darla, anche perché questo è successo quando è cambiato l’assessore allo sviluppo economico. Bettarini sembrava d’accordo, mentre poi, con l’inserimento di una nuova associazione ed il subentro di Cecilia Del Re al posto di Bettarini, le cose sono cambiate.

 

francescoiler.novella.ok

 E ora qual è la soluzione, se c’è?

–    R- Le soluzioni sono due: hanno dato una postazione al Duomo, due giorni ogni 12 settimane….. ma non una di quelle che avevo indicato io. Quella che ci hanno dato non ha luce né canale di scolo per l’acqua. Quindi o uno si tiene il permesso, mantenendo il punteggio, e non lavora, oppure prende il permesso temporaneo e lavora la metà delle giornate ma scegliendo le postazioni e perdendo il punteggio.

 Come incide nelle tue scelte la situazione di gravidanza?

–    R- Ho dovuto optare per il permesso temporaneo, per poter scegliere le postazioni, in virtù del fatto che devo considerare soprattutto l’esposizione al sole. Ma è una fregatura, perché perdo il diritto a rientrare nel prossimo bando, e devo continuamente cercare postazioni in mezzo ai venditori di stampe, fra quelle che il Comune ha autorizzato.

  Ma i venditori di stampe sono abusivi, quindi si dovrebbero spostare se ci siete voi, in possesso di un regolare permesso

R- Ma tanto loro si spostano continuamente. Non ci diamo noia in genere, siamo tutti per strada. Noi madonnari paghiamo 300€ di occupazione suolo pubblico ogni anno, non dobbiamo avere un altro lavoro e non dobbiamo essere assenti più di un terzo. Ma in realtà giornate davvero buone sono 3/4 al mese. I musicisti con permesso permanente hanno tutti i giorni della settimana: c’è una grande differenza fra le varie arti di strada, anche perché il rapporto fra musicisti e madonnari è circa 1/15, per non parlare di altri artisti, come i mimi per esempio, ancora meno di noi.

Confesercenti ha creato Open Art per tutelarvi e regolamentarvi: è su tutta Italia?

R- No, credo sia una cosa solo fiorentina, fatta partire dal musicista Davide Vaggelli. Ma, almeno dal mio punto di vista, non ha funzionato molto: da libera cittadina avrei ottenuto di più. Comunque la mia non è assolutamente una critica a Open Art, la mia critica è al sistema. Ci sono un sacco di associazioni di artisti di strada, fra vecchie e nuove, che non si mettono mai d’accordo.

Quindi vi servirebbe un’unica associazione !

R- Servirebbe un ente. Il mio sogno, per quanto riguarda i madonnari, sarebbe la tutela da parte dell’Unesco, come hanno fatto nel 2011 per i mariachi (gruppi musicali tradizionali messicani n.d.r.). Il problema vero è che i madonnari veri, cioè che vivono solo di questo, saranno venti in tutta Italia. Gli altri fanno un paio di festival l’anno e per il resto fanno altri lavori, ecco perché è una categoria senza alcuna forza.

Francesca pensa anche a un progetto volto ad affrescare pareti libere e bianche dentro piccole chiese senza una cifra artistica definita. La sua gravidanza, che nel suo caso non ha alcuna tutela di legge, le impone scelte particolari e diverse da ciò che faceva prima.

Anche in questo caso dispiace vedere come i diritti civili siano ormai solo riconosciuti a persone o categorie perfettamente inseriti nel contesto lavorativo approvato, mentre il singolo lavoratore fuori da schemi e associazioni codificate fa tanta fatica per vivere, e con la sensazione di sentirsi solo.

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