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L’asilo della Provincia sarà gestito dal Comune Società

Gestione troppo costosa e copertura dei posti disponibili insufficiente. La Provincia di Firenze fa così marcia indietro. Il  Consiglio provinciale ha approvato la delibera che affida la gestione al  Comune di Firenze dell'asilo nido 'Il Piccolo Principe' della Provincia, in via Cavour, per gli anni 2012-2013 e 203-2014. La delibera, illustrata dall'assessore provinciale alla Pubblica istruzione Giovanni Di Fede, è stata approvata con i voti favorevoli di Pd, Idv, Sel, Udc e Lega Nord, l'astensione di Pdl e Rifondazione comunista.
”In considerazione della particolarità e della tipologia del servizio, la gestione dell'asilo risulta essere troppo onerosa per le dotazioni di bilancio dell'Amministrazione provinciale” spiega in una nota Palazzo Medici Riccardi. N corso di questi anni infatti  il personale dipendente che ha usufruito del servizio ha raggiunto il 50 per cento dei 20 posti disponibili solo nell'anno 2009-2010 (sostanzialmente 5 dipendenti nel 2008, 9 nel 2010 e 6 nel 2011).

”D'altra parte – osserva la Provincia – il Comune di Firenze registra annualmente la carenza dei posti nido sulla città e quindi la struttura della Provincia potrebbe garantire una maggiore risposta alle esigenze delle famiglie fiorentine. Il Comune si è reso disponibile ad assumere la gestione dell'asilo riservandone una quota di 5 posti ai figli dei dipendenti della Provincia e di 1 alla Regione Toscana.  La spesa per la copertura della frequenza verrà sostenuta nella misura della differenza tra la retta pagata dalle famiglie e il costo di gestione, pari a 30 mila euro per anno educativo. Si ipotizza la possibilità di utilizzo dell'asilo da parte dei figli dei consiglieri comunali e provinciali”.

Nel dibattito in Consiglio, Andrea Calò (Rifondazione comunista) ha osservato che "il nido torna al legittimo proprietario, Renzi. Al di là della battuta, questa è l'occasione per ragionare e magari elaborare più avanti un ordine del giorno che impegni il Comune di Firenze a rivedere il sistema delle tariffe aggiornandolo ai costi reali sostenuti dalle famiglie".
Per Loretta Lazzeri (Pd) "l'asilo nido è nato da una battaglia di anni per dare possibilità alle dipendenti di avere questo la possibilità di questo tipo di supporto. Si mantiene un importante servizio acquisito". Samuele Baldini (Gruppo Misto) ha colto "il ritorno a una normalità rispetto al passato. Quando un ente come il nostro fa un servizio senza averne la legittimità è un problema, ma oggi lo si riporta in capo all'amministrazione di riferimento". Concorde Riccardo Lazzerini (Sel): "Si porta il tutto in un contesto di totale legittimità".

Marco Cordone (Lega Nord) vede nella delibera "l'attuazione di quelli che sono gli asili aziendali voluti dall'ex ministro al Welfare Maroni. Mi rimane un dubbio sul nome. L'avrei chiamato 'Ciondolino', personaggio di un libro di Vamba, o Giamburrasca, a nomi che fanno più riferimento alla nostra Firenze e alla Toscana". "Credo che l'iniziativa presa dall'assessorato meriti fiducia – ha spiegato Federico Tondi (Udc) – Si centrano obiettivi giusti".
La delibera, secondo Alessandro Cresci (Idv), "è frutto di un impegno per le famiglie ed è giusto e corretto che l'asilo torni al Comune". 

Massimo Lensi (Pdl) ha rilevato che "l'asilo è una delle tante eredità di Renzi che avevano valenza di comunicazione esterna, gingilli che costano. A cento metri da noi ci sono gli Innocenti. Sarebbe bastata una convenzione. Dunque ci sono criticità e d'altra parte un servizio che esiste, che poteva essere fatto e strutturato meglio".

Investire in un asilo nido "è strategico nella società di oggi – ha osservato Silvia Melani (Pd) – Non importa se sarà interamente coperto da bambini di genitori che lavorano nella struttura. Esistono liste d'attesa e questo asilo aiuta a fornire".

 

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