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L’assessore regionale Simoncini scrive ai lavoratori di Etruria Innovazione Notizie dalla toscana

«Nell’ultimo anno – ha scritto ieri, 5 gennaio, l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini, in una lettera indirizzata ai lavoratori di Etruria Innovazione – sono venute al pettine le difficoltà finanziarie che hanno portato all’attuale situazione, rispetto alla quale l’impegno della Giunta regionale non è mai venuto meno, nel rispetto, comunque, della decisione di dismissione delle quote regionali approvata dal Consiglio regionale. Il mio assessorato ha lavorato per rendere possibile il recupero degli stipendi non pagati, l’applicazione degli ammortizzatori sociali, la ricerca talvolta ostinata delle possibili soluzioni per dare continuità, in forme diverse, alla vostra attività professionale». «La messa in liquidazione della società – ha continuato  l’assessore – è stata, dopo queste decisioni, la strada obbligata dalla quale ripartire per verificare nel concreto tutte le possibilità in grado di fornire prospettive professionali e occupazionali per i dipendenti di Etruria Innovazione. Abbiamo operato anche strettamente con Fidi Toscana per valutare le condizioni di una proposta di acquisizione di ramo di azienda, insieme ad altre possibilità che hanno consentito di tenere aperta la procedura di liquidazione. Successive delibere prese dalla Giunta regionale hanno confermato la messa a disposizione, nelle forme che potranno essere individuate insieme al liquidatore, delle risorse per il pagamento dei vostri crediti verso la società e l’individuazione di soluzioni in grado di evitare il fallimento della società». Un nuovo incontro sul futuro di Etruria Innovazione è previsto per il 13 gennaio, ma Simoncini ha ricordato anche che nonostante l’impegno della Giunta regionale e la collaborazione degli enti locali senesi e dell’Università di Siena per giungere ad una soluzione della crisi societaria, si attendono ancora delle risposte positive da parte delle istituzioni di Arezzo e Grosseto, che vantano complessivamente circa il 35% del capitale sociale.

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