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Latte in polvere anziché materno, medici nei guai Cronaca

Pisa – Regali ai medici, e regali da centinaia di milioni di euro, che circolavano sotto forma di samrtphone, computer, viaggi in mete turistiche da sogno. L’inchiesta su questo giro di “regali” ha condotto all’arresto, da parte dei carabinieri del Nas di Livorno che hanno scoperto la vicenda, di 12 pediatri, 5 informatori scientifici e un dirigente d’azienda. L‘accusa è di corruzione: secondo l’ipotesi accusatoria infatti, i “regali” servivano perché i medici inducessero le mamme ad usare latte in polvere anzichè quello materno.

Tra i 12 pediatri raggiunti da ordinanza cautelare ai domiciliari ci sono anche due primari: secondo gli investigatori del Nas di Livorno, per loro sarebbe stato più facile convincere le neomamme ad utilizzare latte artificiale al posto di quello materno. Coinvolti nell’inchiesta anche medici pediatri di base, convenzionati con le rispettive Asl. Eseguite in totale 18 ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari per corruzione e 26 decreti di perquisizioni in Toscana, Lombardia, Marche e Liguria.

Sulla vicenda è intervenuta Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, che ha parlato di azioni di “enorme gravità”. “Mi chiedo come possano medici pediatri andare contro l’etica della professione, contro unanimi pareri scientifici e contro le indicazioni del Ministero della Salute per convincere le mamme ad usare latte artificiale in polvere al posto di quello materno – afferma il ministro – il tutto per guadagnare regali di lusso e viaggi gratuiti, sulla pelle di bambini appena nati”.

E anche il governatore della Toscana Enrico Rossi parla di comportamenti “inaccettabili”. “Gli arresti dei pediatri che avrebbero ricevuto benefit pilotando le madri all’acquisto di latte artificiale di certe ditte, così come le accuse rivolte ad alcuni cardiologi di ricevere anch’essi doni e favori in cambio di determinati dispositivi medici, al di là degli sviluppi giudiziari, che ci auguriamo siano tempestivi – ha detto – rivelano un quadro di comportamenti inaccettabili e denunciano un costume civile e morale che deve essere censurato, contrastato e cambiato”.

 

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