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Latte ovino, un incontro a gennaio per sedare la guerra Cronaca

Latte ovino, nuovo incontro i primi giorni di gennaio fra tutti i soggetti della filiera. E’ quanto ha stabilito l’assessore regionale all'agricoltura e foreste Gianni Salvadori dopo che era “saltato” il tavolo del 5 dicembre 2011, dove i soggetti industriali e gli allevatori, con la mediazione della Regione, avrebbero dovuto trovare un accordo. Accordo che non ci fu, e la rottura fu brusca.
''La Regione continua il lavoro avviato per garantire la filiera del latte ovino, assicurare la tracciabilità, la qualità e un prezzo adeguato'', è il messaggio che l’assessore ha inviato a
Confagricoltura, Cia e Coldiretti della Maremma.
''L'azione che l'assessorato ha promosso, tesa a costruire la filiera del latte ovino toscano – ribadisce Salvadori – e non certo a determinare interventi di turbativa della libera concorrenza sui mercati, sarà ulteriormente confermata. Nei primi giorni di gennaio convocherò tutti i soggetti della filiera – conclude l'assessore regionale – allo scopo di affrontare i nodi che sono oggetto della protesta degli allevatori''.
Una crisi, quella del latte ovino,  che dalla  Sardegna dove è esplosa con la serie di durissime proteste che andarono sugli schermi di tutto il mondo,   si è allargata alla Toscana e al Lazio, dove sono naufragate le intese fra industrie e allevatori per fissare il prezzo.
Nel caso della Toscana gli allevatori, che grazie alla mediazione della Regione avevano raggiunto un accordo per fissare a 0,85 centesimi il prezzo sino al 31 dicembre di quest'anno, rimasero ferocemente delusi al tavolo delle trattative che avrebbe dovuto predisporre il rinnovo dell'accordo per il prossimo anno. La proposta degli allevatori di portare il prezzo a quota 90-95 centesimi al litro, adeguandolo all'aumento dei costi ed al miglioramento della qualità, non solo fu rigettato dalla parte industriale, ma la stessa mise sul tavolo la richiesta di una riduzione a 80 centesimi, Iva compresa.
“La volontà di arrivare ad un accordo – fu il commento di Fausto Ligas, capo delegazione Coldiretti Toscana – non c'è mai stata. Non tengono né alla toscanità né a garantirla ai consumatori.”

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