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Laurea honoris causa a Daniel Barenboim, ambasciatore di pace Cultura, Foto del giorno

Firenze – L’Università di Firenze ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Relazioni internazionali e Studi europei a Daniel Barenboim. La cerimonia si è svolta oggi nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Il titolo accademico è stato conferito al Maestro perché “con il suo incessante peregrinare nei cinque continenti quale pianista e direttore d’orchestra di altissimo valore, ha contribuito alla realizzazione di relazioni internazionali improntate al pacifismo e alla collaborazione fra i popoli”.

Barenboim, come si legge nella motivazione, ha svolto una straordinaria attività “con la West Eastern Divan Orchestra, da lui fondata, con la quale ha cercato di costruire un percorso di pace nel Medio Oriente muovendo da quell’arte musicale che affratella grazie all’universalità del suo linguaggio”.

“Il maestro Daniel Barenboim ci accompagna da 50 anni alla scoperta del mistero della musica – ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella. Guarda alla politica globale, ai diritti universali dei popoli, alla sensibilizzazione ai più alti valori sociali e politici. Ha parlato a tutto il mondo a favore della pace soprattutto a favore del Medio Oriente, e non è un caso che sia la prima persona ad essere cittadino israeliano e palestinese”.

A conferirgli il titolo accademico è stato il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, che ha introdotto la cerimonia assieme al direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali Luca Mannori e al presidente della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri” Fulvio Conti. La laudatio è stata affidata a Luciano Bozzo, presidente del corso di laurea in Relazioni internazionali e Studi europei.

Nel ringraziare l’università di Firenze, Barenboim si è riferito all’Europa per una “cultura di pace condivisa”, soffermandosi sul concetto di spiritualità: “Molti l’assimilano alla religione, ma la spiritualità è il centro attività artistica, fa le domande, la religione invece dà le risposte”. E quanto al Medio Oriente: “Non è un conflitto, quello tra israeliani e palestinesi, che si può risolvere militarmente o politicamente: perché è un conflitto umano, essendo tutti e due convinti di dover vivere su quel fazzoletto di terra senza riconoscere l’altro. Perciò bisogna educare la gioventù di questi Paesi, per arrivare al fatto che ognuno accetti la presenza dell’altro”.

Foto: Luca Grillandini

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