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Lavorare con i Big Data: la professione del Data Scientist Breaking news, Innovazione, Internet

Firenze – Troppo spesso sentiamo parlare di nuove professioni che rivoluzioneranno le nuove frontiere della tecnologia per accedere a nuovi mercati digitali, mercati digitali che fra l’altro stanno sconvolgendo il mondo in cui viviamo, e questo a maggiore ragione sta avvenendo in Italia, paese che per tradizione è restio nei cambiamenti. Molte professioni scompariranno e certi tipi di lavori verranno sostituti da macchine o da software, con la conseguenza assolutamente logica che ci dobbiamo fortemente preoccupare per quello che avverrà nei prossimi anni.

Il mondo del lavoro oggi presenta molte incertezze, ma anche tante opportunità ancora da scoprire; parliamo di innovazione bene; parliamo di digitale certo; vediamo quali sono queste nuove professioni, che potrebbero diventare, come pensano in molti, la panacea per i problemi di occupazione.

Una fra tutte, per rimanere in tema dei miei articoli sui Big Data, è quella della figura del Data Scientist. Chi è costui? Si tratta di una figura molto importante e molto poco conosciuta; è colui che analizza i dati digitali presenti in rete ma non solo, i dati ad esempio di un’azienda di telecomunicazioni tramite i tabulati delle conversazioni telefoniche, o solo semplicemente i dati inerenti a una survey.

Ed ecco cosa fa: il primo passo è cercare i dati, per poi ordinarli a suo uso e criterio a seconda se sono in forma strutturata o destrutturata, li elabora, quindi dà loro una forma logica a seconda dell’obiettivo che deve perseguire; ma la cosa più importante è che li deve interpretare estraendone il risultato finale del lavoro, diciamo deve capire il significato, e questa è la fase la più importante di tutto il procedimento; saperli interpretare. L’interpretazione delle informazioni è una vecchia operazione che è sempre esistita in tutte le attività intellettive dell’uomo. Si potrebbe anche aggiungere che, alla fine, non viene inventato niente di nuovo.

Ma chi è il Data Scientist? Se ne sa poco di lui. Ha una preparazione da statistico, da matematico ma anche da ingegnere informatico, lavora dietro le quinte nel più totale anonimato, in realtà è inserito in grandi team di lavoro (le grandi corporation digitali come Facebook, Google o Amazon hanno interi team che fanno questo). Sono loro che conducono i giochi e le strategie, ad esempio fare aumentare la visibilità di una informazione, un concetto, un articolo oppure guidare il trend per quel particolare stile o gusto; sapere influenzare. Di solito si accompagnano a degli strumenti informatici, strumenti del loro mestiere che prendono il nome di algoritmi, sarebbe meglio dire che se li costruiscono loro a seconda del tipo di ricerca che devono svolgere. Gli algoritmi altro non sono che delle funzioni matematiche capaci di trattare un grande numero di variabili in poco tempo.

Anche le piccole e le medie aziende stanno sempre più pensando di assumere questa figura professionale. Si parla in Italia di un mercato  dei Big Data che per le PMI cresce del 16% l’anno e di conseguenza crescerà il valore per il lavoro di Data Scientist.

Ci sono anche delle società di consulenza che svolgono questa attività su commessa per conto di altre società loro clienti, stanno nascendo come funghi, fanno report specifici sulla valutazione per il buon andamento di un prodotto o cosa la gente pensa riguardo al loro prodotto, oppure si distinguono nell’analisi per ottimizzare il processo aziendale per ridurre costi e sprechi.

Ma rimangono dominio delle grandi realtà spesso del settore finanziario bancario e assicurativo o della GDO; in questo settore è la  mansione che il Data Scientist svolge è considerata di alto valore, anche perché si relaziona direttamente con i vertici direttivi della struttura decisionale e ne trae di conseguenza valore e importanza, dal momento che il suo lavoro è spesso decisivo per la catena decisionale.

Al di là degli algoritmi, i Big Data sono ancora agli albori per molti settori e richiedono ancora un lavoro prettamente artigianale di codifica semantica, non esiste ancora un sistema automatizzato atto a capire i diversi standard in cui sono disponibili i dati. Stanno nascendo anche molti corsi e master post laurea specializzati per l’insegnamento della professione di Data Scientist che nel 2014 era stato definito dal New York Times il lavoro “più sexy del XXI secolo”.  

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