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Lavoratrice licenziata all’Eurospin, interviene Zingaretti Breaking news, Cronaca

Empoli – Continua a suscitare polemiche il licenziamento della donna di 45 anni, dipendente di Eurospin Tirrenica a Vinci, affetta da sclerosi multipla e assunta come categoria protetta e con un figlio. Un liceniamento avvenuto quando, in seguito all’aggravamento della malattia, la lavoratrice ha superato il limite di sei mesi di malattia (previsti dal Contratto) in quanto stava effettuando terapie salva vita.

Il caso, fatto emergere dalla Filcams Cgil cui la donna si è rivolta dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, giungerà anche in Parlamento, grazie a un’interrogazione che il senatore Dario Parrini (Pd) rivolge al ministro Luigi Di Maio. Sostegno istituzionale alla donna anche da parte dei sindaci di Vinci Giuseppe Torchia e di quello di Montelupo Fiorentino Paolo Masetti, dove Eurospin ha aperto da poco un’altra sede. Da parte del sindacato c’è la volontà di andare fino in fondo, con iniziative che contemplano anche lo sciopero, l’11 luglio, da parte dei colleghi della donna. A meno che, ovviamente, non venga ritirata da parte dell’azienda (che non ha voluto rilasciare dichiarazioni) la lettera di licenziamento,  anche perché, spiega Paolo Aglietti della Cgil Empolese Valdelsa, il ritiro può avvenire entro 15 giorni dalla letter stessa. non solo: si configura anche un ricorso contro il licenziamento in via giudiziaria, dal momento che, come dettano alcune sentenze di Cassazione e della Corte europea, non è possibile equiparare l’attività lavorativa di una persona senza impedimenti e sana, a una che si trova in categoria protetta. Il che farebbe scattare, nel caso in questione, l’ingiusto licenziamento. Nonostante il trascorrere dei 180 giorni.

Inoltre, come precisano dal sindacato, il licenziamento si sarebbe potuto evitare se l’azienda avesse informato la lavoratrice (che, secondo quanto lei stessa affermato in conferenza stampa, avrebbe mentenuto regolari rapporti con gli uffici persino mentre si stava sottoponendo alle pesantissime terapie salvavita) che poteva chiedere l’aspettativa. Invece, è arrivato il licenziamento.

Sulla vicenda interviene anche, con un post su Facebook, Nicola Zingaretti, segretario del Pd, che scrive: “Una storia inaccettabile e disumana. Licenziata perché malata di sclerosi multipla, dopo 6 mesi trascorsi a casa per le cure. Non può e non deve succedere, il licenziamento va cancellato. Combatteremo perché vicende come questa non possano più verificarsi, per dare tutele, diritti e garanzie a chi lavora, a partire da nuovi meccanismi per la conciliazione dei tempi di vita, cura, lavoro per le persone affette da malattie come la sclerosi multipla o altri gravi patologie invalidanti”.

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