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Lavori nell’Arno, maxi trasloco temporaneo dei pesci Ambiente, Foto del giorno, Notizie dalla toscana

Arezzo – E’ cominciato ieri il maxi trasloco della fauna ittica presente nel tratto dell’Arno al confine tra la città di Arezzo e il comune di Capolona prima di avviare il cantiere per interventi di manutenzione straordinaria. Il Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, con il supporto delle associazioni dei pescatori, ha messo in sicurezza i pesci prima di far entrare le macchine.

“I pesci liberati a quattro mani sono il simbolo della grande attenzione che si deve porre agli ecosistemi fluviali quando si lavora in alveo”, afferma una nota del Consorzio.

La zona è quella del Ponte di Castelluccio, sull’Arno che in questo punto scorre tra i comuni di Arezzo e Capolona. Il tratto di fiume, che necessita di essere rimesso “in forma”,  è uno storico punto di riferimento, di incontro e socialità per le comunità locali ed è caratterizzato da un ambiente molto ricco dal punto di vista biologico e ambientale.

Particolarmente variegato è   il mondo che popola le sue acque, dove, a breve, dovranno entrare in funzione macchine operatrici. Per mettere i pesci al riparo da eventuali pericoli, prima di dare il via all’operazione della messa in sicurezza idraulica, è partita la messa in sicurezza della fauna ittica.

“Il Consorzio ha creato una temporanea deviazione del corso d’acqua per poter effettuare le lavorazioni in alveo asciutto. Prima di procedere con l’intervento, con le associazioni dei pescatori, abbiamo organizzato la cattura e il trasferimento del pesce in “acque sicure”. Peraltro in  Toscana, la precauzione, è obbligatoria in caso di cantieri interni ai corsi d’acqua, dove insistono popolazioni ittiche”, spiega il direttore del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno Francesco Lisi, che ha seguito personalmente l’avvio delle operazioni.

Autoctoni o alloctoni tutti i pesci vengono posizionati in acque sicure. L’operazione, che in questo tratto di Arno si presenta lunga per il numero di esemplari da mettere in salvo, è semplice.

Viene utilizzato un apparecchio apposito: l’elettro-storditore. Il pesce stordito per qualche istante viene a galla, viene catturato con i retini e sistemato in contenitori per il trasferimento in una pozza dove viene liberato e può riprendere tranquillamente a vivere e a muoversi.

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