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Lavoro domenicale, il vescovo di Pescia critica Rossi Società

Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha chiesto ai Vescovi Toscani – che più volte negli anni scorsi, fin dal 1984, anche con vari documenti ufficiali e interventi, si sono dichiarati contrari alla decisione –  di  farsi carico del problema della liberalizzazione degli orari del commercio che si vorrebbero aperti nei giorni festivi e a tutti gli orari. Il Vescovo di Pescia Giovanni De Vivo ha deciso di prendere una posizione pubblica attraverso un suo articolo pubblicato oggi dal settimanale della diocesi “La Voce di Valdinievole”. “Fa piacere – scrive il vescovo – che il Presidente Rossi voglia adire la Corte Costituzionale. Mi auguro che possa ottenere il risultato sperato. D’altronde in una nazione, non meno civile e laica dell’Italia, la Germania, la Corte Costituzionale ha sanzionato, a dicembre 2009, il diritto al riposo domenicale.  Secondo la suprema Corte tedesca – sottolinea il presule – la domenica è un giorno di riposo dal lavoro non soltanto per motivi religiosi, ma anche al fine di consentire il riposo fisico dei lavoratori e per garantire loro adeguato tempo libero”.  Il Vescovo ribadendo il suo sostegno al Governatore Rossi, e condannando  “chi cerca a tutti costi, come la grande distribuzione il profitto a tutti i costi”, si scaglia – a sorpresa – contro lo stesso Rossi, in quanto per il pastore di Pescia “l’improvvisa chiamata dei Vescovi a sostenerlo nella battaglia contro la liberalizzazione selvaggia degli orari del commercio, ha però qualcosa di irrituale. In pratica un invito ai vescovi a svegliarsi!” Nel ricordare come la sua diocesi nel 2006 abbia a lungo esaminato il problema, “sollecitata da alcune lavoratrici del commercio, che lamentavano l’impossibilità di vivere il tempo della festa in famiglia con il marito e con i figli”, le cui riflessioni scaturirono, a giugno 2007 nel documento “Per una proposta condivisa sul lavoro domenicale”, e che nel novembre del 2010 furono presentate  50.000 firme da parte dei sindacati al Presidente Rossi, “una conferma a quello che la mia diocesi aveva già focalizzato”, il Vescovo ricorda al Presidente che tutti devono fare “la loro parte, senza arrogarsi diritti di Primogenitura”. Ma il Vescovo non si ferma qui, scagliandosi in maniera molto ferma, quando dura, contro Rossi: “in alcune occasioni si vorrebbero i vescovi a sostegno delle proprie iniziative, salvo poi, quando non fa comodo, considerare i loro interventi come indebite intrusioni nella vita del paese”. Troppo comodo, manda a dire, senza peli sulla lingua, il Vescovo De Vivo al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Foto: Enrico Rossi

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