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Lavoro e sviluppo: energia pulita da fanghi e rifiuti organici Ambiente, Economia, Innovazione

Firenze – Istituzioni, imprese, università, le tre pale dell’elica dello sviluppo, impegnate con progetti innovativi per costruire un nuovo avanzato sistema di economia circolare.

Nell’aula magna dell’Università di Firenze è stato presentato Bio2Energy, primo progetto regionale che si propone di utilizzare i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziati e i fanghi di depurazione per la produzione di energia rinnovabile sotto forma di biocombustibili (in particolare bioidrogeno), sfruttando gli impianti di depurazione esistenti.

Si otterrà così una riduzione dei costi sia in termini economici che in termini ambientali con la creazione di una sinergia tra ciclo acque e ciclo rifiuti. Il progetto è stato finanziato con il contributo dell’accordo di programma MIUR – Regione Toscana, che ha permesso di  promuovere una collaborazione fra università e mondo produttivo .

Per le sue caratteristiche avanzate, sia dal punto di vista tecnologico che da quello della convergenza dei tre grandi pilastri dello sviluppo toscano, Bio2Energy è stato illustrato e approfondito nel corso di un workshop che ha visto al presenza della vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, dell’assessore regionale all’Ambiente Federica Fratoni, dell’assessore all’Ambiente del Comune di Firenze Alessia Bettini, oltre al sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro.

Al centro degli interventi i benefici dell’economia circolare sia dal punto di vista della produzione di energia e da quello della tutela dell’ambiente. Soluzioni come Bio2Energy permettono intanto un riutilizzo degli scarti che “consente di conservare il massimo valore dei prodotti, trasferendo lo spreco in valore per le imprese”, ha detto Giorgia Giovannetti, economista dell’Università di Firenze e, soprattutto, “apre nuove possibilità di posti di lavoro qualificato”.

Si passa dunque da un processo produttivo basato sulle risorse a uno basato sull’efficienza, per cui ogni risorsa ha valore al di là del suo impiego attuale – ha proseguito Giovannetti – e apre spazi per la sinergia dell’interdisciplinarietà non ancora esplorati”.

Per le aziende ciò significa riduzione di costi e miglioramento delle performance, ha sottolineato Fratoni: “Il progetto che mette insieme rifiuto organico e fanghi fa compiere un salto di qualità rispetto alla biodigestione e alla produzione di bioidrogeno.  I benefici per i cittadini sono emersi nell’intervento di Del Ghingaro. Sviluppando il porta a porta,  e dunque la raccolta differenziata con la valorizzazione dell’organico , il Comune di Viareggio ha ottenuto un risparmio di 4 milioni nei costi della gestione dei rifiuti.

Foto: Cumuli di compost organico alla Morina (foto tgregione)

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