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Lavoro giovanile, proposto il “contratto fra generazioni” Società

I giovani sono senza lavoro, o meglio, ciò che viene proposto alle giovani generazioni somiglia sempre di meno a ciò che un tempo (sembra di parlare di secoli fa, e in un certo senso è così) si poteva definire lavoro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disoccupazione galoppante generalizzata che diventa certezza per le giovani generazioni. Le risposte nazionali a questa situazione sono sconcertanti o semplicemente mancanti. Tuttavia, in Francia qualcosa è stato costruito e proposto, in particolare per il segmento giovanile: il candidato socialista alle primarie per l’Eliseo, Francois Hollande, si è fatto latore di un progetto interessante, rilanciato in consiglio comunale da Valdo Spini.
Si tratta di una sorta di “contratto generazionale”. Ecco il meccanismo: un’impresa che assume a tempo indeterminato un giovane affiancandogli per tre anni un senior altrimenti destinato all’uscita, verrà esonerata, per quel triennio, dal pagamento degli oneri contributivi sui dipendenti.
L’obiettivo di Francois Hollande è quello di creare 200mila posti di lavoro all’anno e  di salvarne altrettanti.
Una progetto che potrebbe avere eco in Italia, dove, secondo il demografo Golini, i “neet” vale a dire i ragazzi non coinvolti nè in percorsi di formazione nè in quelli di lavoro, sono 2,1milioni, e in particolare, come argomentato da Spini, a Firenze, vista la particolare configurazione della trasmissione dei saperi nella città del giglio.

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