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Lavoro, il dicembre nero dell’Italia Società

Lavoro, dicembre nero per l'Italia: disoccupazione in crescita, l'occupazione perde colpi. Un quadro che preoccupa tutti, dai sindacati alle associazioni datoriali, quello che emerge dall'ultimo rapporto Istat reso noto ieri. Il tasso di disoccupazione, abbondantemente sopra l'11%, ci riporta al 1999, mentre l'esercito dei senza posto è quasi di tre milioni.

Intanto, restano da piangere i dati dell'occupazione nazionale: in un mese oltre 100 lavoratori persi,  quasi tre volte tanto rispetto all'anno scorso. Dicembre di crisi, insomma, non consolato neppure dal lievissimo miglioramento, che si assesta solo nel confronto mensile, che appare nei dati della fascia giovanile, visto che la quota degli under25 alla ricerca di un impiego rimane al 36,6%, tra i maggiori in Europa.  Ma quanti sono in numeri i ragazzi che rimangono senza lavoro in Italia? Un esercito, oltre 600 mila.

474mila le persone in più senza lavoro rispetto a 12 mesi fa, ma ciò che allarma ancora di più sono le news in termini di occupazione: l'Istat registra una perdita di 280 mila posti su base annua, con il tasso di occupazione ai minimi dal 2001. Lavoro femminile, situazione ancora più nera, altro che "quote rosa": solo il 48,6%, ovvero meno della metà, risulta possedere un impiego.  Inattività in crescita su base mensile: chi non ha un posto nè lo cerca cresce di 81 mila unità.

Lavoro sotto scacco in tutta Europa: la zona euro è infatti all'11,7% di disoccupati. Il tasso viene definito "inaccettabile" dalla Commissione Ue. Reazioni italiane ai dati sempre più da allarme rosso?
I sindacati premono già sul nuovo governo non ancora neppure prefigurato (bisognerà attendere i risultati del voto) chiedendo di mettere l'occupazione al centro. La Cgil sottolinea la necessità di un piano (appena proposto, d'altro canto, proprio dalla stessa organizzazione) mentre la Cisl rilancia l'appello che riguarda  ''l'impasse" degli ammortizzatori in deroga e l'ultima tranche, ancora non pagata, del 2012. La Uil si limita a ricordare che la cassa integrazione ''nel 2012 è riuscita a garantire il posto di lavoro a circa 535 mila lavoratori''. Confcommercio parla di ''situazione grave'', per Federconsumatori e Adusbef si tratta di una vera e propria ''emergenza''.

E la Toscana? Apparentemente, "regge": il  tasso di disoccupazione in Toscana per il 2012 (intero anno)  è intorno all'8%, secondo la stima della Cgil regionale, che presentò i dati in un incontro il 14 gennaio 2013.  I disoccupati in Toscana risultavano 130 mila; 36.500 i cassintegrati, di cui circa 20 mila con Cig in deroga. E qui scatta un problema: i finanziamenti ad oggi coprono soltanto il primo semestre dell'anno in corso. Previsioni per il 2013, scoraggianti: il saldo tra domanda e offerta di lavoro, che ad oggi è fermo a circa 65 mila unità, nel 2013 potrebbe giungere a quota 87 mila. E fu il segretario regionale della Cgil Gramolati  a spiegare che, nel quadriennio di crisi 2009-12,  la perdita di occupati si era mantenuta fra le 16 mila e le 18 mila unità, un dato inferiore alle previsioni. Ma non è tutt'oro quello che luccica: infatti, le vertenze "gestite" dal sindacato erano testimoniate dagli oltre 52 mila accordi per la Cig e i 240 contratti di solidarietà, che coinvolgono ottomila lavoratori. Ma, commentava sconsolato, "non possiamo rimanere dentro questa schema difensivo".

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