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Lavoro, in Toscana 130 mila disoccupati Economia

Il saldo tra domanda e offerta di lavoro passerà nel 2013 da 65 mila a 87 mila unità. Questo secondo le stime della Cgil Toscana, rese note stamane dal segretario Alessio Gramolati a margine della Conferenza di programma in corso oggi e domani. «La situazione occupazionale in Toscana non è drammatica come in altre regioni  – ha spiegato Gramolati – In 4 anni, dal 2009 ad oggi, il mercato del lavoro ha perso in Toscana tra le 16 mila e le 18 mila unità. Meno di quanto ci saremmo aspettati. Questo anche grazie al nostro sistema di coesione e di relazioni». Il 2012 si è chiuso, secondo stime della Cgil, con un livello di disoccupazione pari all’8%. Anche in una regione dove il mercato del lavoro ha tenuto meglio che altrove i disoccupati arrivano oggi a quota 130 mila. A questi vanno affiancati i circa 36.500 lavoratori in cassa integrazione, di cui i 20 mila in Cig in deroga potrebbero passare nelle file dei disoccupati se non sarà varata la copertura finanziaria per il secondo semestre dell’anno.

L’onda deflagrante della crisi è stata in parte arginata dall’azione di contrattazione svolta al sindacato. In 4 anni, rivendica la Cgil, sono stati attivati 240 accordi di solidarietà, per un totale di 8 mila lavoratori coinvolti, e oltre 52 mila accordi sindacali per la cassa integrazione, di cui quasi 40 mila per la cassa integrazione in deroga , seguita da CIG ordinaria e straordinaria. Così le ore approvate di CIG sono passate, in 4 anni, dai 9 milioni del 2008 ai quasi 54 milioni di ore effettuate nel 2012. I tavoli di contrattazione aperti ad oggi sono 100 in tutta la regione, per un totale di 20 mila lavoratori coinvolti. «Tutto questo non basta più  – ha dichiarato Gramolati – Per uscire dalla crisi non basta rimanere in uno schema difensivo. Bisogna creare nuovo lavoro superando la dicotomia pubblico-privato e facendo investimenti qualificati. Va inoltre tutelata la qualità del lavoro. La tenuta occupazionale ha riguardato infatti per lo più il lavoro dipendente, mentre la qualità del lavoro va progressivamente deteriorandosi e aumenta il lavoro meno tutelato. La nostra azione –  ammette –  non è stata capace di tutelate le fasce più deboli di lavoratori, i precari. Questa sarà la nostra priorità per il futuro».

Secondo le stime della Cgil Toscana il lavoro occasionale o “a chiamata” si è quadruplicato in soli 4 anni, passando dal 4% del 2008 al 16%, mentre il lavoro a tempo indeterminato è sceso dal 19% al 12%. Praticamente degli avviamenti al lavoro circa il 90% sono a tempo determinato. «La caduta qualitativa del mercato del lavoro è un’ipoteca sulla ripresa – ha concluso il segretario – Perché se è vero che la ripresa sarà trainata dall’export e che l’export si basa su prodotti di qualità, è anche vero che qualità del prodotto e cattivo lavoro non stanno insieme».

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