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Lavoro minorile, gettate le basi per una Carta di contrasto allo sfruttamento dei minori Società

L'idea e l'obiettivo è dare vita a una sorta di Carta di intenti contro il lavoro e lo sfruttamento dei minori, conseguenze quasi automatiche del fenomeno della dispersione scolastica e degli abbandoni, una piaga che ha comicniato a colpire duro anche nella nostra Regione, fino a pochi anni fa quasi immune.

L'accordo vedrebbe coinvolta la giunta regionale, il garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Toscana, le parti sociali, le istituzioni e gli enti interessati: questo il tenore della proposta dell’assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini al convegno promosso in Consiglio regionale in occasione della giornata mondiale contro il lavoro minorile. La proposta è stata accolta favorevolmente dalla garante per l’infanzia Grazia Sestini, per far ripartire su nuove basi l’intervento di contrasto di un fenomeno che purtroppo sta rivelandosi tutt’altro che marginale anche nella nostra regione.

L’assessore Simoncini si era soffermato su quelli che la Regione Toscana considera i due obiettivi prioritari nella lotta allo sfruttamento dei minori per costruire un futuro più giusto e improntato alla tutela del diritto fondamentale di ciascun essere umano ad una vita sana e felice. “In primo luogo è necessario combattere la dispersione scolastica, facendo di tutto per trattenere i giovani il più possibile all’interno dei percorsi di istruzione o di formazione, in modo da conseguire un titolo o una qualifica spendibili poi sul mercato del lavoro. In secondo luogo dobbbiamo qualificare e valorizzare al massimo le competenze e le capacità dei giovani, moltiplicando le occasioni formative. E’ quello che abbiamo voluto fare, pur in un momento di gravi ristrettezze economiche, con il forte investimento sul progetto Giovanisì che prevede, fra l’altro, nuove norme per evitare che i tirocini si traducano in sfruttamento ma diventino reali opportunità formative”.

L’assessore Simoncini ha ricordato poi il nuovo regolamento di attuazione del Testo unico nazionale sull’apprendistato che ha concluso ieri il suo iter con l’approvazione definitiva in giunta. “Con il regolamento, sul quale c’è stata ampia discussione in consiglio e con le parti sociali, vogliamo ribadire le funzioni formative dell’apprendistato che vogliamo diventi uno strumento serio di ingresso al lavoro per i giovani, facilmente utilizzabile anche dalle imprese. Anche da un uso corretto di questo strumento contiamo possa venire un contributo alla lotta all’illegalità”.

E con un appassionato intervento ha chiuso il convegno il vicepresidente Stella Targetti, che ha sintetizzato della Regione sul versante, cruciale, dell’educazione. “L’educazione è lo strumento essenziale per la prevenzione del lavoro minorile – ha detto – e la scuola è il posto dove, nel rapporto fra allievo educatore, nascono e si sviluppano occasioni di crescita. E’ dalla scuola che dobbiamo ripartire, insistendo sulle competenze di base e sulla formazione degli insegnanti per prevenire la dispersione scolastica e gli abbandoni”. Per aumentare e qualificare le opportunità educative e scoraggiare gli abbandoni, la Regione ha stanziato 8 milioni a supporto delle politiche degli enti locali mentre, in parallelo, si è intensificato l’impegno per la scuola dell’infanzia. “Pensiamo che garantire validi servizi educativi in questa fascia di età sia essenziale – ha ricordato Stella Targetti – per costruire su solide basi il futuro formativo di ciascun bambino. E’ per questo che già lo scorso anno, per sopperire ai tagli statali, abbiamo stanziato 5,5 milioni per reclutare gli insegnanti e consentire a tutti i bambini toscani di accedere alla scuola dell’infanzia. Sarebbe davvero un brutto segnale arretrare su un terreno così importante che aveva visto, per tanti anni nella nostra regione, una quasi totale copertura del servizio”.

progettomondomlal.blogspot.it/2010/04/lavoro-minorile-parlare-devono-essere.html
 

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