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Arezzo e lavoro nero: azione congiunta GdF e Dtl, irregolare 80% aziende controllate Cronaca

I dati che emergono dall’azione coordinata fra Guardia di Finanza e Ufficio Territoriale del Lavoro di Arezzo contro il lavoro nero, sono sconcertanti: nel 2011, su 63 aziende controllate fra oreficerie, attività tessili e ristorazione, le irregolarità sono state rilevate nell’80% dei casi. Dunque, su 63 aziende ispezionate, 49 erano “irregolari”, 124 i lavoratori al nero accertati, con una media di 2 lavoratori irregolari ad azienda.
Non solo: emerge anche la ripresa della triste piaga del lavoro minorile, soprattutto per quanto riguarda il settore di pulimentatura dei metalli e degli accessori per pelletteria.
Le imprese sospese dall’attività sono state 36, come hanno spiegato stamattina 12 dicembre i responsabili della Direzione territoriale del lavoro fra cui la dottoressa Patrizia Marcone e i comandanti Dario Solombrino, Andrea Galiena e Marco Catalani della Guardia di Finanza presentando i dati: infatti, secondo la legge vigente, le attività in cui il lavoro “nero” superi il 20% del totale devono essere sospese in attesa di regolarizzazione.
Le 36 aziende hanno tuttavia già riaperto in seguito alla regolarizzazione. Operazione che è venuta a costare, solo di revoca del provvedimento di sospensione, 54mila euro già riscossi.
Arriva invece a quasi 430mila euro (426mila 327) l’ammontare delle maxi-sanzioni per lavoro nero, cui vanno aggiunti 82mila 141 euro  per altre violazioin connesse ad altre irregolarità nel rapporto di lavoro. Per quanto riguarda il “blocco” delle maxi-sanzioni, sono stati finora riscossi 23mila 994 euro, mentre per il segmento “altre violazioni” , il riscosso è di 7mila 400 euro. Cifre basse, in quanto le ditte hanno dovuto fare ricorso abbondante alla rateizzazione, dal momento che le multe elevate sono giunte anche a 100mila euro a singola azienda.

I dati divengono da capogiro quando si consideri l’attività di controllo condotta disgiuntamente dalla Direzione Territoriale del Lavoro aretino nel corso del 2011: 1.107 le aziende ispezionate, 735 quelle irregolari, 110 i provvedimenti di sospensione dell’attività, 104 le sospensioni revocate per avvenuta regolarizzazione. 156mila euro (riscossi) per revoca dei provvedimenti di sospensione, 1milione 434mila 372 euro di maxi multe per lavoro nero, di cui 135mila 747 riscossi. 877mila 310 euro l’ammontare delle sanzioni concernenti altre violazioni sempre attiennti a rappporto di lavoro irregolare, di cui 84mila 210 euro riscossi. Numero di lavoratori al nero scoperti: 515.
 

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