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Lavoro nero, un esercito di 3,5 milioni di invisibili Economia

Firenze – Secondo i dati che furono diffusi svariati mesi fa dall’Inail, che peraltro fotografano il 2015, in Toscana in quell’anno su 1.533 aziende ispezionate, l’88,71%risultarono irregolari, con una media che pose la Toscana al disopra di ben 1,32 punti percentuali rispetto alla media nazionale. I lavoratori regolarizzati a seguito degli accertamenti furono  5.432, di cui 1.023 totalmente in nero. Sul numero generale, 5.432, 1.287 risultarono extracomunitari. E’ quanto spiega l’Inail illustrando l’attività svolta l’anno scorso nel contrasto al fenomeno del lavoro sommerso. Ragionando in termini puramente economici, nella sola Toscana  i premi omessi accertati dall’attività ispettiva furono pari a 4.805.2038,00 euro.

Stando a quanto emerso dall’ultima nota diffusa dall’Istat sull’economia sommersa, la situazione in questi mesi non è migliorata. Riferendo i dati del Paese, infatti, l’Istat annota che rimane nell’ombra una fetta di lavoro stimato attorno ai 3,5 milioni di lavoratori. Ovviamente, un cono d’ombra, o meglio di tenebra, che non paga tasse ne’ contributi, attuando non solo una vera e propria concorrenza sleale nei confronti di soggetti economici onesti, ma anche un grande ammanco che si risolve nei confronti della previdenza, ad esempio, proprio in questi giorni nell’occhio del mirino.

 

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