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Lavoro pagato poco: governatore della Toscana chiede salario minimo Breaking news, Economia

Firenze – Il presidente della Regione Toscana non è nuovo a lanci sui Social che scatenano in pochi minuti centinaia di reazioni. “Pagare 4 euro l’ora è contro la Costituzione” scrive il governatore Enrico Rossi e già i lettori che in una sera d’estate fanno scrolling tra pelli abbronzate e scorci paradisiaci si stropicciano gli occhi.

Ecco da dove trae spunto la riflessione che trova immediate condivisioni “A Torino un addetto alla vigilanza di una cooperativa ha chiesto l’intervento del giudice contro la paga troppo bassa e ha ottenuto ragione”.
Da qui la domanda “Chissà quante sono le paghe a questo livello in Italia?alla quale sembra quasi impossibile esimersi dal rispondere, tra amici, parenti e conoscenti che nell’ultimo periodo hanno trovato inciampo nell’affrontare la crisi economica, ed infatti la bacheca si aggiorna di continuo. “Parla di me presidente?” pensa qualcuno.

Ma nel Post c’è anche una proposta: “Propongo che il mio partito apra un sito web e raccolga denunce per promuovere ricorsi in tutta Italia e che inoltre concerti con i sindacati un salario minimo dignitoso da far approvare in Parlamento. Apriti cielo, inevitabile il paragone con le richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle e quel reddito di cittadinanza promosso su più palchi d’Italia da Beppe Grillo. Il pensiero corre a quel salario minimo rivendicato a ciclo continuo nella storia dell’uomo durante le grandi rivoluzioni sociali che hanno cambiato, in alcuni casi, il corso della storia di intere popolazioni.

Enrico Rossi, al secondo mandato alla guida della Regione Toscana cita la Costituzione, Articolo 36 “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa“. Una frase che oggi si direbbe “sempre attuale” al pari delle canzoni di Giorgio Gaber o di Rino Gaetano e come quelle battute del Principe Antonio De Curtis che sapeva leggere con maestria tra le piaghe socchiuse delle italiche necessità, difficilmente tramutabili in virtù, se non attraverso la chiave della satira e della commedia.

Come risponderà il web, e come risponderà il Partito al governo davanti all’ipotesi di un Sito delle doglianze? Al momento a rispondere sono gli utenti di Facebook ed il flusso di dati potrebbe essere lungo e costante.

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