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Lavoro privato, rallenta la domanda Economia

Assunzioni, le previsioni degli imprenditori fiorentini per quanto riguarda il lasso temporale  gennaio-marzo 2013 sono al ribasso: 200 assunzioni in meno rispetto a quanto era stato stimato alla chiusura dell'anno, un calo del 18,5% rispetto alla previsione dell'anno scorso, stesso periodo. Le previsioni degli imprenditori danno conto di una domanda di lavoro privata corrispondente a 2mila e 800 entrate programmate fra gennaio e marzo 2013. I dati emergono dalle informazioni rese pubbliche dalla Camera di Commercio di Firenze attraverso l'indagine Excelsior, primo trimestre 2013, provincia di Firenze.
La previsione tiene conto delle aspettative di produzione, che non sono certo positive, e rappresenta nel contempo la conseguenza in numeri e occupazione reale del deterioramento delle attività economiche, giunto al suo apice nell'ultimo trimestre 2012, con strascichi pesanti in questo avvio (primo trimestre) di 2013.

Qualcosa tuttavia potrebbe indurre a una leggerissima, quasi inavvertibile tendenza all'ottimismo per quanto riguarda il futuro. Infatti, sebbene ci si trovi di fronte a un minor numero innegabile di entrate programmate, il tasso di variazione, guardando al saldo fra entrate e uscite dal lavoro, pur mantenendosi negativo, sembrerebbe accennare a un rientro se confrontato con il trimestre prcedente: si passa infatti da -0,6% a -0,4%. Un motivo di riduzione del tasso di variazione è il ridursi delle uscite, con 680 unità in meno, che passa da 4.320 uscite dal lavoro a 3.650. Per quanto riguarda la tipologia dei contratti, quelli stagionali sono diminuiti in percentuale, rispetto ai trimestri precedenti, passando da 13,1% a 12,5%, mentre i contratti a termine aventi durata superiore ai sei mesi riducono la loro quota di circa due punti, attestandosi su un valore di poco inferiore al 50%. Un riassestamento dunque in ribasso del lavoro a termine cui si unisce specularmente un recupero del lavoro stabile a tempo indeterminato, da 24,2% a 30,3%.

Analizzando i settori, gli ingressi programmati si dimezzano quasi per quanto riguarda il comparto industriale, in particolare moda e metalmeccanica, mentre tendono ad aumentare nel settore costruzioni; il terziario invece prevede 350 assunzioni in più, distribuiti fra  servizi alla persona, operativi e avanzati.
Tornando alla natura dei contratti di lavoro, quelli a tempo indeterminato sembrano dunque in aumento, pur rimanendo i contratti a termine la maggioranza assoluta dei nuovi rapporti di lavoro. Fra le motivazioni segnalate dalla ricerca Excelsior per l'aumento dei contratti a tempo indeterminto, "le imprese, in attesa del recupero del ciclo economico che potrebbe presentarsi già dal secondo trimestre, seppur in modo molto cauto, intendono avere a disposizione personale che sia motivato e quindi stabile"; inoltre, caratteristiche ricercate sono una certa esperienza specifica (la percentuale si innalza da 51% a 58,8%), l'essere ben professionalizzato, come tradisce l'aumento delle richieste delle figure high skill (da 19,9% a 23,9%) mentre cresce la richiesta di laureati e diplomati, che passa in punti percentuali da 43,8% a 59,4%. Deludente la tendenza per gli ingressi programmati di giovani fino a 29 anni, che si riducono di 10 punti percentuali, giungendo al 27,6%.

Per quanto riguarda la tipologia delle figure ad alta specializzazione cui viene offerto un contratto stabile, si tratta principalmente di ingegneri, informatici e tecnici del marketing. In aumento le figure cosidette di medium skill, che passano da 39,5% a 44,2%, per lo più addetti ad attività commerciali. In calo la richiesta di personale non specializzato, da 40,5% a 31,8 punti percentuali, mentre, riguardo alla suddivisione rispetto al titolo di studio, i laureati sono maggiormente ricercati nei servizi avanzati alle imprese e nel comparto meccanico, i diplomati nel sistema moda, nelle attività commerciali e in quelle turistiche.

Infine, per quanto riguarda le figure professionali di difficile reperimento, diminuisce la domanda, passando dal dal 15,8% al 10,4%, con la plastica evidenza di una domanda di lavoro in difficoltà ad assorbire l’eccesso di un’offerta in continua crescita.
Per quanto riguarda la domanda di lavoratori dipendenti immigrati, si registra un moderato aumento, dal 7,2% a 10,5%, che fa riferimento in particolare a cuochi, camerieri e addetti a attività commerciali. Tirando le somme, decresce il valore cumulato di assunzioni prefigurate dagli imprenditori fiorentini, che passa dalle circa 13mila e 400 entrate previste nel precedente trimestre alle 12mila e 800 per il trimestre in corso.

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