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Lavoro: 30 vertenze aperte sul tavolo regionale, 10mila lavoratori a rischio Economia

Trenta vertenze aperte sul tavolo della Regione, circa 10mila lavoratori a rischio di perdere il posto in prevalenza occupati nel manifatturiero. senza contare le microimprese, quelle la cui crisi non fa anotizia. Sono queste, le prime rabbrividenti battute rese note dalla Cgil Toscana che nei prossimi giorni renderà noti i dati nel primo rappporto 2012 “Focus Economia” redatto dall’Ires, l’istituto di ricerca del sindacato. Ma ciò che trapela non è per niente rassicurante. Dalla cassa integrazione che torna a crescere,  al rallentamento della produzione industriale, alla stretta creditizia sempre più feroce, la fotografia del mondo del lavoro assume toni sempre più cupi. Una crisi che investe con la forza di uno tsunami fasce della società su cui in tempi passati si fondava il lavoro: giovani, sempre più precari e abbandonati, e cinquantenni, spesso travolti dalla chiusura di aziende in cui hanno lavorato una vita, troppo vecchi per rientrare nel mercato del lavoro, tropo giovani per agganciarsi ai requisiti necessari alla pensione. Pensioni che, con la riforma recente, tendono ad allontanarsi per entrare sempre più nel limbo dei sogni.
Appurato questo e in attesa di dare pubblicità ai dati dell’Ires, la Cgil lancia un appello, valido sia a livello nazionale che regionale, amche se in Toscana sono stati operati investimenti per decine di migliaia di euro sulla crescita: spostare il fuoco dell’interesse sullo sviluppo, sugli ammortizzatori sociali per tutti, sul contrasto alla rendita speculativa, sulla rdiuzione delle forme di precariato sia per l’assunzione che per il lavoro.
Ed è lo stesso governatore toscano Enrico Rossi a fare la sintesi della situazione in un post su Facebook: ''Imporre tagli generalizzati alla spesa senza favorire gli investimenti non cura la crisi, ma la aggrava''. Aggiunge il presidente della Regione:  ''Lo Stato  in due anni ci ha tagliato oltre 600 milioni. Rigore ed equità sono fondamentali, ma avremmo voluto poter reinvestire questi soldi in Toscana per produrre occupazione e sviluppo''.

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