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Incidenti sul lavoro in calo del 3% nei primi otto mesi dell’anno Cronaca

Firenze –  Gli incidenti sul lavoro in Toscana sono diminuiti: dal 2004 al 2017 sono passati da 75.938 che erano quattordici anni fa ai 41.313 dell’anno scorso. E continuano a calare nei primi otto mesi di quest’anno (-3,01%).

Sono di meno anche gli incidenti mortali: sono passati nei soliti tredici anni da 77 a 27, anche se parrebbero in rialzo nel 2018 in base ai primi dati provvisori. Lo sottolinea una nota della Giunta regionale.

“Se le statistiche raccontano un miglioramento complessivo, non ci dobbiamo però mai rilassare – sprona l’assessore alla salute della Toscana, Stefania Saccardi – perché anche un solo ferito costituisce una ferita per la società civile”.

Saccardi è intervenuta oggi a Pistoia alla giornata della vittime degli incidenti sul lavoro organizzata dall’Amlil in palazzo comunale ed ha riconosciuto e sottolineato il ruolo di stimolo e sollecito alle istituzioni svolto dall’associazione.

La diminuzione degli incidenti sul lavoro può essere il frutto degli interventi di prevenzione (e dei maggiori controlli), ma anche può essere dipesa dagli effetti della crisi economica che, dopo il 2008, ha visto ridurre ad esempio molti lavoratori in settori ad alto rischio come quello dell’edilizia.

“In questi anni – sottolinea Saccardi – abbiamo aumentato molto i controlli, ma la vera soluzione non può che essere la promozione di una cultura della prevenzione con un’alleanza duratura che deve vedere coinvolti lavoratori e datori di lavoro”.

Tra le azioni messe in campo l’assessore rammenta e si sofferma sulla sorveglianza e il percorso clinico che riguarda gli ex esposti ad amianto: un tema sentito dal territorio, con i lavoratori dell’ex Breda interessati dal rischio, per l’attività svolta in passato, di contrarre il mesotelioma. La Regione ha stanziato un milione e trecentomila euro in cinque anni. Si è partiti nel 2017, dopo una prima fase sperimentale: 850 sono state le persone che nel primo anno hanno effettuato il primo screening, solo la metà purtroppo di tutti gli invitati; l’85 per cento è risultato effettivamente ex esposto e in 99 sono stati invitati a rivolgersi alla visita di secondo livello.

 

 

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