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Lawless, il proibizionismo si tinge di western Cinema

I fratelli Bondurant della contea di Franklin in Virginia sono considerati personaggi leggendari, quasi immortali.  Howard è un reduce dagli orrori della prima guerra mondiale, Forrest è un uomo sicuro di sé e carismatico, Jack, il più piccolo, amante della bella vita e del denaro, è affascinato dal mondo dei gangster e della malavita. I tre fratelli vivono distillando clandestinamente alcolici senza immischiarsi con i criminali della città che si uccidono tra di loro. Durante la guerra ai produttori d'alcool iniziata dal procuratore si troveranno a scontrarsi con Charlie Rakes, rappresentante della legge violento e brutale. Sarà l'inizio di una guerra all'ultimo sangue per difendere le loro terre, le loro donne e la loro famiglia.

Con “Lawless” continua il profondo rapporto che lega il regista australiano John Hillcoat con il cantautore, attore e scrittore Nick Cave. Collaboratori da oltre vent'anni i due hanno portato sullo schermo l'ottimo western “La proposta”, questa volta intraprendono l'impresa di adattare per il grande schermo il romanzo “La contea più fradicia del mondo”, scritto da Matt Bondurant, nipote di quel Jack Bondurant protagonista della pellicola. Ecco che ci troviamo negli anni Trenta del Novecento, gli anni del proibizionismo e dei gangster, gli anni in cui i criminali avevano un codice e la legge era violenta e non si faceva fermare da niente.

La pellicola di Hillcoat si presenta però più vicina agli stilemi del western piuttosto che a pellicole come “Gli Intoccabili”. L'America rurale di quegli anni infatti non era molto diversa dai piccoli paesi che siamo abituati a vedere nel vecchio Far West. Un mondo dove i più poveri vivono alla giornata facendo lavori faticosi, pagati poco, oppure si danno alla criminalità, finendo vittime di un sistema che conoscono troppo poco.

La polizia d'altro canto si trovava a utilizzare gli stessi mezzi del mondo del crimine pur di fermare questo fenomeno dilagante. Hillcoat ci racconta di un'America che come da titolo è senza legge. Sono solo due mondi criminali e violenti che si scontrano, e nella visione mitologica così cara al western, spesso sono i criminali ad avere più onore e umanità dei poliziotti.

Con lo stile cui il regista ci ha abituato negli anni, “Lawless” diventa la parabola di una famiglia che ha fatto la storia del crimine americano. Tre fratelli, tre visioni del mondo. Jack, un sempre bravo Shia LaBeouf, vittima del fascino del crimine, di quel lato oscuro che negli anni trenta poteva tirarti fuori dalla miseria. Ma la sua mancanza si tempra e la paura di andare fino in fondo lo renderà un facile bersaglio. Howard, il solitario reduce della Grande Guerra, capace di relazionarsi con il mondo solo con la violenza, fisica e verbale.

E infine Forrest, un uomo legato da un codice d'onore che non vuole piegarsi di fronte a nessuno e pronto a tutto pur di difendere la propria famiglia e il proprio sudato lavoro. Tom Hardy si sta rivelando uno dei nuovi volti del cinema hollywoodiano, capace di portare sullo schermo alcuni personaggi brucianti di calda rabbia in lotta con il mondo, come il detenuto di lungo corso, Bronson nell'omonima pellicola di Nicholas Winding Refn o come il lottatore di quel piccolo capolavoro che è “Warrior” di Gavin O'Connor.

Con “Lawless”, John Hillcoat gioca a decostruire il mito del gangster rimpiazzandolo con quello dell'outsider, un uomo che si fa strada nel mondo a calci e morsi fino pronto a morire per ciò in cui crede. Una pellicola dura e violenta come il mondo di allora ma che riesce a unire alcuni degli elementi più crepuscolari del western a quelli più moderni del gangster movie. Un film che forse non riuscirà ad accontentare tutti ma che riconferma il talento di Hillcoat nel mettere in scena racconti di mondi violenti futuri e passati.

Regia: John Hillcoat
Sceneggiatura: Nick Cave (da un romanzo di Matt Bondurant)
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 115'
Interpreti: Shia LaBeouf, Tom Hardy, Jason Clarke, Guy Pearce, Jessica Chastain, Mia Wasikowska, Gary Oldman, Dane DeHaan, Chris McGarry, Tim Tolin
Fotografia: Benoît Delhomme
Montaggio: Dylan Tichenor
Produttore: Benaroya Pictures, FilmNation Entertainment, Annapurna Pictures, Blum Hanson Allen Films, Pie Films Inc., Red Wagon Productions, Yucaipa Films

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