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Le acque nere della Concordia viaggiano sul Caronte in direzione di Livorno Cronaca

Dopo l’identificazione di altre 6 vittime del naufragio del 13 gennaio (Naufragio Concordia, identificati altri 6 dei corpi delle vittime), le ricerche dei 7 corpi ancora dispersi nel relitto della Costa Concordia sono proseguite con nuove immersioni di palombari e sommozzatori di Vigili del Fuoco e Marina Militare. I sub hanno anche effettuato ieri, 13 marzo, un’immersione per verificare la presenza di eventuali lesioni nella parte dello scafo a contatto con la roccia. Per fortuna gli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze non hanno segnalato, anche nella giornata appena trascorsa, movimenti anomali dello scafo della nave da crociera semisommersa sulle secche della Gabbianara. Nessuna variazione di rilievo anche sul fronte delle analisi sull’inquinamento delle acque dell’isola del Giglio effettuate da parte di Arpat. L’agenzia regionale ha diramato i risultati degli esami sui campionamenti del 9 marzo, che hanno evidenziato parametri leggermente alterati di azoto totale e lievi tracce di solventi aromatici. Nella norma, invece, idrocarburi e tensioattivi. Confortanti anche i risultati delle analisi microbiologiche sui campionamenti del 7 marzo, che non hanno evidenziato variazioni rilevanti. Le favorevoli condizioni meteo-marine hanno permesso ai tecnici di Smit Savage e Neri di svuotare tutte le casse contenenti acque nere rimaste accessibili. Il materiale prelevato dalla Concordia è strato trasferito sulla nave cisterna Caronte, che nella mattinata di oggi, 14 marzo, farà rotta verso Livorno, dove verranno effettuare le operazioni di smaltimento. I tecnici delle due società responsabili del defueling hanno effettuato un sopralluogo sulla nave da crociera Costa Serena, la “gemella” della Costa Concordia, ed hanno verificato che le restanti casse contenenti acque nere della sala macchine della nave naufragata all’isola del Giglio saranno inaccessibili. Dai serbatoi della sala macchine, invece, si continua a pompare carburante e nella giornata di ieri sono stati recuperati 1,2 metri cubi di idrocarburi.

Le acque del Giglio vengono interdette fino alla fine dell’emergenza Concordia
Un’ordinanza dell’Autorità Marittima di Porto Santo Stefano (Grosseto) di ieri, 13 marzo, ha stabilito che le acque dell’isola del Giglio resteranno interdette alla navigazione fino al termine dell’emergenza. Fino a nuovo ordine da Cala del Lazzaretto fino a Cala di Mezzo saranno vietate la navigazione, la sosta delle imbarcazioni e la balneazione. Esclusa dall’ordinanza la spiaggia di Scalettino ed una striscia di sabbia nei pressi dell’area delle Scole. Divieto in vigore, invece, nelle acque intorno all’isolotto delle Scole e nelle immediate vicinanze del relitto della Costa Concordia.

Al monitoraggio dei movimenti della Concordia contribuiscono anche ricercatori pratesi
Intervenendo domenica 11 marzo nella sede della Fondazione Prato Ricerche, il presidente della Provincia di Prato, Lamberto Gestri, ha dichiarato: «La competenza dei ricercatori della Prato Ricerche è testimoniato anche da questo prestigioso e delicato incarico. La fondazione si conferma una delle eccellenze del nostro territorio che vanta una lunga esperienza nel monitoraggio sismometrico e la cui professionalità è ampiamente e giustamente riconosciuta». Assieme al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, la Fondazione Prato Ricerche è impegnata nel monitoraggio del relitto della Costa Concordia naufragata il 13 gennaio all’isola del Giglio. Alla fondazione pratese sono affidati vari rilevanti incarichi scientifici, come la gestione del Museo di Scienze Planetarie ed il monitoraggio sismologico della Toscana Nord-Orientale e del Mugello in particolare. Al Giglio le operazioni sono coordinate dal professor Nicola Casagli, che oltre ad essere docente dell’Università di Firenze è anche presidente di Prato Ricerche. Grazie alla sinergia fra l’Ateneo fiorentino e la Fondazione pratese in sole 24 ore successive al naufragio è stato allestito al Giglio un sistema di monitoraggio dei movimenti della nave di grande precisione ed accuratezza scientifica. Prato Ricerche, in particolare, ha il compito di controllare e misurare le vibrazioni del suolo ed i parametri di spostamento dello scafo della Concordia. Gli esperti della fondazione pratese nata dall’alleanza scientifica dell’Università di Firenze e della Fondazione Pro Verbo, hanno installato al Giglio una rete sismometrica che, in tre posizioni a diverse distanze dallo scafo, registra in continuo gli spostamenti del terreno e permette di valutare costantemente i movimenti dello scafo della Concordia.

Foto: http://met.provincia.fi.it
 

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