energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Le caratteristiche e i pericoli della globalizzazione Ambiente, Economia, Opinion leader

Questi tre cambiamenti sono all’origine di vasti processi di riposizionamento, tuttora  in corso, che coinvolgono redditi, occupazione e investimenti in tutto il mondo. Duecento anni fa nell’Europa Occidentale e negli USA il problema principale era rendere più umana la Rivoluzione industriale; centocinquanta anni fa si trattava di creare un ambiente  urbano sicuro e vivibile, a fronte dell’esplosione demografica  delle grandi città industriali.  Ora la grande sfida è disciplinare la nuova globalizzazione. E’ necessario trovare un modo di vivere efficiente, equo e sostenibile in un mondo sempre più popoloso e interconnesso
La specificità dell’attuale globalizzazione, rispetto alla storia  del commercio mondiale – dalle Repubbliche marinare, ai rapporti Europa-America del ‘500, etc – è  che le tecnologie su cui si basa sono quelle dell’informazione, delle comunicazioni e dei trasporti. Questa è la globalizzazione dell’era digitale. 

Tutti i luoghi del mondo sono collegati da commercio, investimenti, reti di produzione. Un prodotto finale  è spesso il risultato di processi che si svolgono in più paesi diversi. Gli attori principali della nuova globalizzazione  ,  a partire dagli anni ’80, sono imprese multinazionali costituite in Europa,  Usa,  Giappone, ma anche in  Cina, India , Brasile, etc., che operano nei diversi paesi del pianeta attraverso una complessa rete industriale. La crescita economica significa anche la crescita politica e la modifica dei relativi equilibri. La Cina, per esempio, è ormai sulla strada di superamento degli USA, sul piano economico (la  Cina nel 2009 aveva un reddito pari a 20 volte il suo  reddito del 1980) e quindi, di  acquisizione di un adeguato ruolo  politico.
La nuova globalizzazione sta   cambiando l’economia mondiale e la politica globale. I paesi  in sviluppo, per attrarre il capitale d’investimento, offrono possibilità di maggior profitto riducendo i vincoli normativi, tollerando l’inquinamento o ignorando gli standard di lavoro. Nei paesi ricchi i lavoratori altamente qualificati ( quindi a reddito alto) potranno, comunque, trarre vantaggi. Quelli non qualificati (quindi a basso reddito) subiranno la pressione della competizione internazionale.


La crescita del reddito delle economie emergenti può provocare disastri ambientali  bruciando carbone le cui emissioni incidono sul cambiamento climatico globale. Più in generale la nuova globalizzazione sta ponendo enormi problemi legati all’esaurimento delle risorse primarie vitali come l’acqua dolce e con  danni permanenti all’ecosistema terrestre messo a dura prova dall’attuale sviluppo economico mondiale. Molto, troppo a lungo sono stati ignorati i problemi connessi ai limiti delle risorse umane, alla fragilità dell’ecosistema. Ora l’economia mondiale è molto vicina a diverse soglie di attenzione ambientale
La macchina dello sviluppo economico ha di fronte a sé le distruzioni ambientali e l’esaurimento delle risorse
La crisi ambientale richiede una gestione sostenibile delle tecnologie e del business che al momento ha di fronte due ostacoli: la formazione delle competenze scientifiche e  tecniche necessarie allo sviluppo delle tecnologie sostenibili (energie a basse emissioni da fonti solari), orientare i mercati  verso soluzioni sostenibili superando i potenti interessi delle Corporation.
Le lobby ed i settori responsabili dell’inquinamento, fino ad ora si sono opposti. E’ necessario l’intervento pubblico per sviluppare la protezione dell’ambiente naturale superando il potere di compagnie come le Big –oil e le big Coal, produttrici di petrolio e carbone

immagine: www.esac.ca

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »