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Le cravatte impossibili del professor Marzili. Alla Galleria del Costume Cultura

Mostra nata per ricordare la figura del professor Pier Giovanni Marzili, appassionato collezionista di cravatte d’autore. E' la selezione di eccentriche cravatte, tra il migliaio ed oltre di quelle possedute da Pier Giovanni Marzili che faranno la loro apparizione nella Galleria del Costume di Pitti, il prossimo 17 aprile, alle ore 17, scelte con competenza dalla direttrice della Galleria, Caterina Chiarelli,  e allestite nel Salone da ballo, su manichini, dentro antiche cornici o sopra vecchi cavalletti. Come informa la Galleria: “La collezione è ricca di esemplari che recano firme quali, ad esempio, Leonard, Versace, Fornasetti, Ferragamo, Emilio Pucci, Armani, Mila Schön, Capucci e innumerevoli altre griffe ,le più singolari delle quali verranno evidenziate in sede espositiva usando dei particolari accorgimenti, quali collocarli all’interno di cornici, riproducendo con uno speciale allestimento l’atelier di un pittore attraverso la ridondanza di segni e colori delle cravatte. In mostra gli esemplari saranno suddivisi per tipologie di soggetti rappresentati: fiori, animali, optical, soggetti riproduecenti capolavori dell’arte moderna e soprattutto contemporanea, nonché per tonalità di colori”. Marzili era docente di Economia e Gestione delle imprese all’Università di Firenze, membro di importanti consigli d’amministrazione, e non voleva essere etichettato, come ricordano bene il curatore Riccardo Monni – e i molti amici -, “come un grigio ingegnere di bilanci e intrecci societari”. Prediligeva le cravatte di seta, disegnate da famosi stilisti e artigiani, alcune addirittura numerate e prodotte in “tiratura” limitata.  Questo accessorio che dice molto della personalità di un uomo, nel caso del professore esprimeva la simpatia del suo carattere e la sua passione per la musica e per l’arte. La cravatta infatti, ha grande valore estetico, è in posizione strategica attorno al collo di un uomo e attira immediatamente lo sguardo. Per questi ed altri motivi continua ad essere un accessorio privilegiato che non passa mai di moda. Riccardo Monni ha dato le indicazioni per suddividere e fotografare  le cravatte in categorie, a seconda del disegno: Mansuete e feroci, Fiori per sedurre, Geometrie e dis-armomie, Nostalgie Barocche, Amore e Psiche. Le splendide foto del volume che accompagna la mostra sono di Niccolò Guasti (mentre i simpatici disegni che caratterizzano alcune pagine, sono dell’ironico pittore Giovanni Ragusa), e sono state ambientate nella casa del professore, all’Accademia del fortepiano Bartolomeo Cristofori e infine anche alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti, posate “con la dovuta delicatezza – scrive Monni – su gessi e marmi raffiguranti eroi del mito e della storia, ma soprattutto, carnali figure femminili”.  Monni traccia poi una storia di queste” fasce di stoffa” che indicavano il rango di chile indossava, facendone risalire le origini alle sciarpe dei guerrieri cinesi (259-221 a. C.) e al focale dei legionari romani sulla Colonna Traiana (113 d. C.). La definizione di questo oggetto pare derivi dai mercenari croati al soldo di Luigi XIV, che ne indossavano dei prototipi. Napoleone ne portava una di pizzo il giorno che fu incoronato, e tanti ritratti dipinti in varie epoche ci danno testimonianza di come i gentiluomini non ne potessero fare a meno. La cravatta nella forma più vicina a quella che conosciamo, appare nel 1868 a Londra. E al dandy Edoardo VIII, quel re famoso perché abdicò per amore della Simpson, si attribuisce l’ideazione del nodo più comune “tra gli 85 possibili”. Le cravatte in mostra alla galleria del Costume, tutt’altro che futili ed effimere,  di certo danno ragione della classe e della cultura del professor Marzili. Oltre alle foto e ai disegni, nel volume della Giunti appaiono i testi di Cristina Acidini, Caterina Chiarelli e Vanni Pasca.

Galleria foto
99 Art, Keith Haring. Seta stampata, fine anni ’90.Per questo Bacchino del Dupré, bimbi a quattro zampe su strisce riflesse in grigio e  azzurro, su fondo grigio chiaro.
cravatte_Art_Bacchino.jpg

 

88 Art, Fornasetti. Seta operata,fine anni ’90. Sono perfette le ali marmoree e le delicate fattezze della Psiche abbandonata scolpita da Pietro Tenerani nel 1819 per aprire il capitolo sulle cravatte d’arte.
cravatte_Pische_ali_smallST.jpg

 


Optical [da sinistra]: 1) Pancaldi. Seta operata, anni ’90 Cravatta davvero “impossibile” questa. È a pois di varie dimensioni e colori su fondo grigio perla con lingue di giallo; 2) Fabric Frontline. Rasatello, primi anni ’90. In questa ambientazione di legni dipinti alla nitro, altri pois grigi e irregolari, questa volta su un tradizionale fondo nero; 3) Anselmo Dionisio. Seta sgualcita. Fine anni’80. Molto particolare il voluto effetto “stropicciato” in questa cravatta a diagonali di pois neri su un delicato color panna.

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66 Musica. Tie rack London.Seta stampata, metà anni ’90. La bocca di un sax sputa come in una jam session questa cravatta-bandiera che fa parte della Windsor Collection.

cravatte_musica_ST1.jpg

 

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