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Le delicate tessiture spaziali di Titti Follieri Cultura

Per Titti Follieri, figlia di un giornalista e di una madre appassionata alla letteratura, i libri diventano presto companatico e dessert quotidiano.

Dall’infanzia la passione per la lettura l’ha accompagnata per tutta la vita, invogliandola poi a cimentarsi anche con la forma espressiva: un amore per la narrazione e la poesia, distribuito nel tempo.

Come è iniziata la tua passione per la scrittura

Il ticchettio della macchina da scrivere del babbo era la musica di casa. Dopo la scuola, non appena fatti i compiti, il mio primo pensiero era di poter tornare alle mie letture, che la mamma foraggiava di continuo. Era il suo regalo più gradito.  Non appena possibile tornavo alla mia condizione preferita: sdraiata sul letto a leggere, circondata da pile di libri.

A undici anni avevo già scritto la mia prima poesia, ispirandomi ad un fatto avvenuto a Foggia, mia città natale, travolta agli inizi degli anni ’60 da un’impressionante manifestazione di braccianti. L’esperienza fu molto forte per me e, con la poesia, riuscii ad esprimere l’emozione.

Nonostante un padre che della scrittura aveva fatto il suo lavoro, non mi sono mai sentita condizionata dalla sua scelta, non mi identificavo con lui e scrivevo unicamente per me stessa.

Da grande, all’Università, hai scelto la Facoltà di Lingue

Studiare la letteratura delle varie lingue straniere, soprattutto la francese, ma anche inglese, spagnola e russa, è stato formativo.  Sia  la narrativa francese che quella russa mi hanno dato tanto.

Poi influenzata dal periodo storico, ho seguito  il mio interesse per la  psicoanalisi a partire da Reich, poi Freud, Lacan, Jung e quindi il filone junghiano, la scuola che comprendeva Neumann, Hillman, la Von Franz.

Raccontami della tua attività narrativa e poetica

Ho scritto sia poesie che racconti. Di questi ultimi posso dire che prediligo la brevità, che mi consente comunque di poter descrivere situazioni e sentimenti, senza dovermi cimentare con la complessità di un romanzo.

Quando scrivo un racconto mi focalizzo su di un’idea, spesso nata per caso, se non emersa durante la notte, passo poi ad una prima stesura e ci lavoro sopra, cercando le parole e la forma espressiva che meglio renda, nella maniera più esatta, le esperienze che ho vissuto e desidero raccontare; anche se aggiungo spesso un pizzico di fantasia, come ho fatto nei miei: Piccoli smarrimenti quotidiani.

Cosa ti piace della poesia

La buona poesia dovrebbe essere universale, toccando le emozioni, i sentimenti, i sogni di tutti: dolore, gioia, amore. Ma anche toccare la nostra fragilità, il sentirsi piccoli di fronte al mistero della vita. In sostanza dire la nostra umanità.

Ho scelto una lingua semplice per arrivare a tutti, parole per arrivare più vicino, non per fare allontanare. La poesia deve venire dall’anima, dal cuore, non può essere un mero esercizio intellettuale, fine a se stesso, anche se la parola deve essere sempre curata, adeguata ad esprimere ciò che senti.

Cosa mi dici del mondo dell’editoria, e della difficoltà a  pubblicare

Effettivamente fare conoscere e distribuire i libri di poesia, non è cosa facile.

Il modo migliore è mettere in atto un’intensa attività promozionale tramite presentazioni del libro, anche in  associazioni culturali interessate alla poesia e avere recensioni sulle riviste di settore. Insomma fare il possibile per farsi conoscere.

In base alla tua esperienza,  cosa pensano i giovani della poesia

Ho sempre insegnato Baudelaire a scuola,  presentandolo come il primo poeta della modernità. Anni fa, in occasione di un concorso su Simenon, bandito dall’Institut français di Firenze, una delle mie studentesse ha vinto un premio con il suo racconto, scritto con lo stile di Simenon all’interno del quale, nella costruzione di un personaggio, aveva inserito elementi che palesavano la conoscenza di una poesia di Baudelaire. Ricordo anche che in una quinta ginnasio sono riuscita a far amare un poeta come Mallarmé, considerato difficile da molti.

Quello che posso dire, a proposito della trasmissione ai ragazzi del mio amore per la poesia, è che insegnare è un po’ come seminare per un raccolto futuro. Gli studenti sentono se ami ciò che insegni. Forse dimenticheranno i dettagli, ma ricorderanno il tuo amore per quell’autore, per quel testo. Trasmetti una tua passione e gli studenti hanno un radar eccezionale.

Ai giovani consiglio di leggere tanto, di tutto. Solo leggendo è possibile cimentarsi con la scrittura, se si desidera farlo, se ci sono contenuti da narrare. Poi ognuno troverà, sperimentandosi, il genere che più gli si addice.

Tessiture Spaziali, pubblicata da Morgana Edizioni nel 2016, è la sua raccolta di poesia più recente, che comprende poesie scritte nell’arco di venti anni. I temi sono l’amicizia,  l’amore, le erranze alias ricordi di luoghi amati, e un tributo ai maestri di vita incontrati, posti nella sezione da Occidente a Oriente.

Alcuni dettagli delle opere di LeoNilde Carabba, sono state elaborate graficamente da Alessandra Borsetti Venier, che come curatrice della Collana Dialoghi ha scelto il colore dominante: l’ inchiostro blu notte. Queste immagini accompagnano la scansione delle varie sezioni del libro.

Nella Mostra online di StampToscana è possibile apprezzarne anche la versione originale, a colori.

 Di questa raccolta Per Madre Terra:

( Dedicato a Anna Maria Ortese )

Perché Madre Terra sia rispettata
chiediamo PACE PER SEMPRE.

Noi passeggere mortali
chiediamo tolleranza giustizia sociale
libertà consapevole dignità
per tutti gli esseri viventi.

Le nostre orecchie ascoltano il dolore
di innocenti uccisi per le strade di Beirut
di Parigi di Tunisi del Mali.
Torniamo a casa dentro il silenzio di un respiro.
Ci rifugiamo nel grembo della Dea oscura
e sentiamo compassione per la sofferenza di tanti.

I nostri occhi restano stupiti dinanzi alla bellezza
di un tramonto arancio un cespuglio di bacche rosse.
Richiediamo che la bellezza del corpo celeste
sia riconosciuta amata preservata.

Le nostre mani si prendono cura.
Corrono agitate sempre operose
in tanti piccoli gesti di attenzione
nell’affaccendarsi quotidiano.
E ci chiediamo : “Chi curerà le ferite di tanti lutti ?”

Torniamo a casa dentro il silenzio di un respiro
e sentiamo la tenerezza il dono di un abbraccio
un gesto di fiducia condivisione sorellanza
da anima ad anima in presenza.

La nostra mente cerca parole vere
mentre ad una ad una vengono bruciate
rese inservibili dalla ridondanza.
Eppure nel frastuono trovare una via
capacità di ascolto comprensione.

Consapevoli di essere Guerriere di Pace
nella fiducia del diritto alla felicità per tutti
manifestiamo il nostro Amore
per Madre Terra il Corpo celeste.

dicembre 2015

Titti vive nella campagna fiorentina, traduttrice dal francese e scrittrice, collabora a diverse riviste italiane

“Poesia”, “Il Ponte”, “Testuale”, “Le reti di Dedalus” e straniere con traduzioni, saggi, testi poetici e narrativi.  Ha pubblicato le raccolte di versi: Dell’amore il Sogno (Milano,1980), Switmagma (Gazebo,Firenze,1985), Topologia di un mandala (Ed. del Leone,Venezia, 1991), il racconto Un arcobaleno (con il pittore Stefano Turrini, Morgana Edizioni,Firenze, 2000); il romanzo La voce delle mani (Pendragon, 2003); la raccolta di racconti Piccoli smarrimenti quotidiani ( Editrice Zona, Arezzo 2009);il memoir La solitudine della cattedra ( Zona contemporanea Editrice, Arezzo,2013); la raccolta di versi Tessiture spaziali ( Morgana Edizioni, Firenze, 2016). Ha curato e tradotto l’Antologia della poesia contemporanea del Québec (Crocetti Editore 1999). Altri suoi scritti appaiono in numerosi volumi collettivi.

Prossimi eventi

– 16 ottobre 2016 a Vigevano (Milano) partecipa alla Rassegna letteraria dal titolo: Somnambulismi.
– 30 settembre 2016 ore 17,30 alla Biblioteca Comunale di San Casciano Val di Pesa, Sala Conferenze, Conversazione con Maria Ester Mastrogiovanni sulla raccolta di poesia : Tessiture spaziali.

Contatti

  • tittifollieri@gmail.com
  • http://www.tittifollieri.it/
  • https://www.facebook.com/titti.follieri
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