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Le fotografie di Simone Scotto: la danza sale anche sul ring Cultura

Pontedera – Fotografie che diventano un ponte tra territori lontani. Il progetto si chiama “Shoots for Dance” e nasce, racconta l’autore, il fotografo Simone Scotto, «per “traghettare” un’arte elitaria e spesso di difficile fruizione come la danza classica verso il grande pubblico; per far questo l’ho traslata in contesti lontani dal suo habitat naturale (il palco di un teatro), per farla esprimere in ambienti come lo storico bar “Dar Giannini” o per le vie di un borgo abbandonato come Toiano (Palaia) o addirittura su un ring, grazie alla palestra “Boxe and fight club” di Pontedera. Secondo la mia visione è infatti dall’apparente contrasto che nascono le vere emozioni ed è proprio da questa contrapposizione che nasce l’alchimia che dà vita alle mie foto. Per questo motivo, al fine di rendere gli scatti quanto più “reali” possibile in contesti che reali sembrano non esserlo, mi sono avvalso della collaborazione di Alessandra Giuntini di “Professione Danza” che mi ha coadiuvato nello studio delle posture e della “mise en place” degli shooting”.

Anche la creatività per immagini di Simone Scotto funge da ponte: da una parte all’altra dell’arcata, si sorridono, inquadrate a puntino, Pisa e Livorno. Nato all’Ardenza nel 1970, oggi vive e lavora a Forcoli. Ed è da lì, da quel piccolo paese al centro del comune di Palaia, territorio di dolci colline ad alta vocazione enogastronomica, di vini veraci e odorosi tartufi, che ha iniziato a cercare gli scenari giusti in cui far recitare le sue graziose modelle, che con le loro punte, i loro tulle, le loro impeccabili acconciature, il loro fine trucco, sembrano in procinto di entrare in scena per eseguire eleganti variazioni sulla scia delle note di un piano.

Ha iniziato dalla bottega di una fulgida istituzione locale: Aldo Giannini, classe 1923, Cavaliere della Repubblica, titolo onorifico conquistato anche grazie alla sua riconosciuta abilità in quel delicatissimo, poeticissimo procedimento che è la preparazione del ponce (i suoi – è ciò che generazioni di avventori vanno ripetendo da decenni –  non hanno nulla da invidiare agli “originali” livornesi). Aperto nel 1880 a Villa Saletta, da allora il negozio è il regno della famiglia Giannini. In una delle due foto che vi mostriamo in anteprima, Aldo è al posto di comando, dietro il bancone. Nella seconda, trasportata fuori dal tempo dal bianco e nero, una bionda danzatrice piroetta lungo una delle vie di Toiano, borgo solitario e selvaggio che la gente di qui chiama di solito “il paese fantasma”, e che molti anni fa finì sulle prime pagine delle cronache nazionali per il truce delitto della giovane, e bellissima, Elvira Orlandini.

«Coltivo la passione per la fotografia fin dai tempi dell’università, quando, più che a seguire le lezioni alla facoltà di ingegneria a Pisa, dedicavo la mia attenzione alla fotografia di scena e al light designing in una piccola compagnia teatrale. Tra esami (pochi) e disorganizzate tournée (molte) la passione per la fotografia è cresciuta e ancora mi accompagna». Nel 2013 una sua foto è stata segnalata e pubblicata on-line da National Geographic USA, che nel 2015 gli ha concesso un gradito bis, pubblicando, all’interno del servizio online “Create it”, un suo scatto dal titolo “Spin”, poi finito sull’homepage del prestigioso sito americano assieme a una nota coi complimenti dell’editor. Il suo motto preferito resta una frase del grande Elliott Erwitt: “Coltiva la fotografia principalmente per piacere… e per avere qualcosa su cui ripiegare”. I suoi lavori sono visibili su www.simonescotto.com.

 

 

 

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