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Le misericordie cercano di ritrovare l’unità Società

Annullata a causa dell’emergenza neve che colpì l’Italia lo scorso mese  di febbraio, venerdì   e sabato prossimi, al First Hotel di Calenzano, le 800 Misericordie della Confederazione Nazionale riprovano a riunirsi in assemblea nazionale. I delegati sono chiamati ad approvare il nuovo statuto, frutto del lavoro di due commissioni presiedute dall’avvocato pratese Mauro Giovannelli, chiamato dai vescovi toscani a comporre i dissidi interni che da diversi anni hanno provocato una dura scissione all’interno di uno dei più importanti settori dell’associazionismo cattolico.  Il testo è stato approvato, anche se con alcune piccole modifiche, dal Consiglio nazionale nel novembre scorso. Il nuovo Statuto  prevede strutture decentrate autonome, regionali, e se necessario, anche zonali, l’istituzione di un Consiglio dei Saggi che dovrà tutelare la fedeltà ai principi ispiratori del movimento,  organi nazionali più snelli, con la riduzione del Consiglio nazionale di 10 consiglieri e di 2 per  il Consiglio di Presidenza, oltre a stabilire un massimo di 2 mandati. Altro ruolo spinoso, che ora sembra risolto, quello relativo alla quota sociale obbligatoria per tutte le associazioni sulla base di una quota fissa e una variabile in relazione al bilancio e al numero di confratelli che compongono ogni Misericordia. Tutti i 19 vescovi della Toscana, con in testa il Cardinale Arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, si sono più volte raccomandati di ritrovare la perduta unità, per finire di essere, dopo quattro anni, pietra di scandalo. “Chi si dovesse sottrarre – hanno tenuto a sottolineare i Vescovi Toscani in una nota ufficiale dello scorso 11 febbraio – si assumerà la responsabilità e le conseguenze di una ferita alla comunione”.

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