energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Le multinazionali straniere chiedono infrastrutture e semplificazione Economia

Firenze –Infrastrutture, coordinamento fra le istituzioni e, soprattutto, un rapporto più facile con la burocrazia: le richieste delle grandi aziende che hanno investito in Toscana vanno al cuore dei problemi dell’intero paese. Nonostante le difficoltà e gli ostacoli tuttavia le multinazionali presenti sul territorio non solo mantengono le loro posizioni, ma intendono procedere ad ulteriori investimenti per quest’anno e gli anni prossimi.

Lo hanno ribadito gli otto  testimonial che il presidente della Regione Eugenio Giani ha invitato oggi alla presentazione di un ebook interattivo realizzato da Invest in Tuscany in occasione dei dieci anni dalla istituzione dell’agenzia che accompagna e offre assistenza agli investitori stranieri. Il libro digitale contiene le storie di 16 multinazionali provenienti da Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Stati Uniti, Cina e Giappone, con il duplice scopo, come ha detto il direttore dell’agenzia Filippo Giabbani, non solo di mettere a fuoco ciò che di buono è stato fatto in questi anni, ma anche di interessare, grazie agli esempi virtuosi, altre aziende a venire in Toscana.  Con la parola d’ordine: “Semplificheremo  il vostro lavoro”.

Così rappresentanti di colossi della chimica come Solvay (Belgio)  e Ineos (Gran Bretagna) o dell’acciaio come Liberty Magona (Gran Bretagna) che operano sulla costa, della moda come Kering (Francia), della meccanica come Baker Hughes (Usa)  e Yanmar (Giappone) o del biomedicale Esaote (capitale cinese)  o della ricerca farmaceutica come Glaxo-Gsk (Gran Bretagna) hanno rassicurato i toscani che hanno investito nel 2020 e continueranno a farlo anche nei prossimi anni.

La Ineos ha realizzato un’altra linea per il polipropilene e ne sta progettando un’altra, così come ha fatto la Solvay, aziende che chiedono che sia realizzata rapidamente la darsena Europa del porto di Livorno per favorire il loro export. La Liberty Magona annuncia che sarà protagonista nel 2021 per la creazione di un hub nel porto di Piombino che darà un forte impulso ai traffici, mentre la Kering sta aprendo un nuovo stabilimento a Scandicci, uno a Cerreto Guidi  e un laboratorio di analisi chimiche per tessuti e pelli a Prato.

Baker Hughes, il vecchio Nuovo Pignone, sta investendo 200 milioni tra ricerca e infrastrutture a Carrara e Massa, Yanmar sta realizzando un centro di ricerca nel Pisano approfittando della “buona capacità di fare sistema fra aziende, università e territorio” ed Esaote che, dato il settore, ha potuto avere buoni risultati anche nell’anno della pandemia  (“Abbiamo venduto il 50% in più di ecografi portatili”) investe nuove risorse in ricerca e sviluppo.

Negli ultimi cinque anni in Toscana sono state registrate oltre 100 operazioni di investimento diretto estero per più di 7.500 posti di lavoro generati. Il capitale investito ha superato i 2,8 milioni di euro: “Questi numeri dimostrano come la nostra regione continui a essere attrattiva – ha detto Giani – perché investire in Toscana significa investire  in valori comuni che stanno alla base della nostra cultura”.

“Che in Toscana ci siano 785 presenze di multinazionali  – sottolinea ancora il governatore – è qualcosa che al cittadino comune può sfuggire. Rappresentano invece una parte importante della vitalità della nostra economia. Solo negli ultimi cinque anni sono state registrate oltre cento operazioni di nuovi investimenti diretti esteri, per più di 7500 posti di lavoro generati. A questa parte importante dell’economia dobbiamo dunque dare risposte affinché queste imprese possano sentirsi motivate ed investire ancora di più: sui cicli produttivi aziendali e in ricerca.  La Toscana non è infatti solo cultura, turismo o congressi: vive di un’economia fondata anche sulla manifattura e questi numeri ben lo rappresentano”.

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »