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Le nuove frintiere dei preparatori atletici di calcio con il GPS a guidarli Sport

Tra le vie che il Gps può aiutare a  trovare c’è anche quella del gol. Ma non solo. Poi può indicare anche altre strade, sempre in direzione della rete, poi può definire percorsi e andature, dare utili consigli al conducente, O meglio, ai conducenti perché le macchine-squadre di calcio  le guidano sempre gli allenatori ma sempre più spesso in compagnia dei preparatori atletici. Così i rettangoli di gioco diventano dei rally dove le auto gommate con scarpini tassellati hanno un pilota e un navigatore. Un navigatore in carne ossa che si serve del satellite, che si serve di diagrammi, grafici computerizzati, di software sempre più aggiornati e aggiornabili, di videocamere e perché no anche del vecchio, caro cardiofrequenziometro. Quindi il pilota allenatore e il navigatore preparatore non fanno che scambiarsi informazioni, aggiornando programmi e tabelle di marcia. In che misura non dipende solo dai soggetti, dagli umori del mister e dal risultato della partita ma dipende anche dal Gps, dalle sue prestazioni e applicazioni e dalle interpretazioni dei dati che fornisce al preparatore atletico. E’ su questo e su argomenti molto più specifici che nel salone del Museo del calcio di Coverciano, si sono confrontati gli aderenti dell’Aipac (Associazione Italiana preparatori atletici calcio)  nel convegno organizzato dal presidente nazionale Stefano Fiorini dal titolo Nuove frontiere dell’allenamento del calciatore. A dar fuoco alle polveri del dibattito gli interventi di Fabbrizzi del Poggibonsi e di Indiani e Ristori del Pontedera. Il primo si mette a disposizione dell’allenatore e analizza i dati forniti dal Gps tipo velocità e km fatti e watt consumati  per far star bene il giocatore e per mettere in condizione il mister di decidere gli allenamenti in una proporzione del 77  lasciando al preparatore il  23 per cento del lavoro da svolgere. Un compito severo e non semplicissimo se si vuole impostare la preparazione sulla base dei dati forniti per esempio dai Gps indossati durante una partita amichevole. Ma i dati vanno interpretati e ci sono anche quelli degli spostamenti e dei cambi di direzione che non sono di facile lettura. Ma ovviamente i dati differiscono se il giocatore è sulla palla o meno. E proprio sulla discrepanza tra i  dati forniti dal Gps e quello che invece si osserva a occhio nudo ha insistito il tandem del Pontedera, soprattutto analizzando tre diversi modi di allenarsi con il pallone. Il dibattito poi si è acceso sulla completezza, esaustività delle rivelazioni via satellite che risposte univoche, a detta di alcuni, non riesce ancora a fornire negli spazi e tempi brevissimi, per esempio quando un calciatore ha la palla o se sta tentando di recuperarla. Proprio le rilevazioni con la palla “coperta” o “scoperta” sono al centro dei commenti da parte dello staff dei preparatori della Fiorentina, giovanile e di Montella, che da spettatori si trasformano in relatori. Poi altri interventi mentre Fiorini,  presidente nazionale Aipac  sottolineava: “Il Gps, per misurare, tra l’altro distanza, accelerazioni e decellerazioni, può essere utile per codificare le esercitazioni, per contribuire alla carta  di identità dell’atleta e quindi per un data base dell’atleta. Gli allenamenti sono sempre più specifici e con una sempre maggiore  integrazione tra l’aspetto tecnico tattico e quello fisico e anche nel nostro linguaggio sono entrati i termini usati dagli allenatori”. E proprio da Ragonesi, rappresentante Aiac arriva l’auspicio che i preparatori siano sempre più obbligatori nei vari settori di calcio, si spera anche in quelli dilettantistici. E anche a livello di settore giovanile come ha sottolineato Mangini del Sgs. “Noi crediamo nella formazione – ha detto con forza Fabio Bresci nel suo primo e applauditissimo intervento da presidente rieletto del Crt– e il ruolo del preparatore è importantissimo per la crescita dei  ragazzi come atleti e come uomini”. Che vanno curati per non bruciarli come ha raccomandato Fino Fini direttore del museo del calcio e padrone di casa. “Gli uomini sono come le lampadine – ha ricordato Fino – attenti a non fulminarli”.

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