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Le più votate, Nardini (Pd): “Tanti consensi per una giovane donna”” Politica

Pisa – Alessandra Nardini (Capannoli, 32 anni) è al suo secondo mandato in Consiglio regionale. E’ risultata la prima eletta in Consiglio regionale nel collegio di Pisa per la lista PD e dopo Leonardo Marras di Grosseto ha ottenuto il maggior numero di preferenze a livello regionale.  Si parla insistentemente di un suo possibile ingresso nella giunta di Eugenio Giani.

Con questa intervista abbiamo chiesto le sue valutazioni sul responso elettorale, le indicazioni sulle questioni che andranno affrontate nella prossima legislatura e in quale  modo.   

Quali valutazioni politiche si possono trarre dal voto regionale e dalla tua affermazione personale?

Le cittadine e i cittadini della Toscana hanno scelto di mantenere la Regione sui binari della modernità, della solidarietà e del progresso; hanno scelto il modello socio-sanitario pubblico contro l’ipotesi delle privatizzazioni e dello smantellamento dei sevizi sul territorio. Credo anche che sia stata premiata la gestione rigorosa ed efficiente dell’emergenza Covid-19. Detto questo, il dato che emerge è un forte arretramento della Lega rispetto alle Europee e una ripresa del PD e del centrosinistra. È un dato su cui continuare a lavorare con modestia e perseveranza, proseguendo in quella ricucitura del rapporto diretto con i cittadini e in quella capacità di ascoltarne bisogni e aspirazioni che deve andare ben oltre la campagna elettorale. Il mio risultato mi rende felicissima, non solo a livello personale, perché premia una squadra di persone che in questi anni hanno condotto insieme a me molte battaglie, anche quando era parecchio complicato. L’altro aspetto che mi rende orgogliosa è che abbiamo dimostrato che una giovane donna può vincere e raccogliere molti consensi. Vista la presenza bassissima di donne nelle istituzioni e ai vertici, è un elemento su cui vorrei si riflettesse molto di più, anche e soprattutto nel centrosinistra. 

Il tuo manifesto elettorale barrava – evidenziava la D del tuo cognome. Perché? Un’indicazione anche politica?

Sì, è stata una scelta molto più che estetica. Insieme ai miei collaboratori ci siamo accorti che molte parole che, per puro caso, iniziano con la D rappresentano temi su cui la strada da fare è ancora lunga, su cui c’è ancora una risposta incompleta, da finire di costruire. Sono parole come Diritti, Disuguaglianze, Donne. Su questi temi c’è molto da lottare prima che la D sia davvero completa. 

Nella prossima legislatura quali i primi problemi da affrontare

Certamente la gestione sanitaria e le conseguenze economiche e sociali della pandemia, rafforzando e aggiornando il nostro Welfare, dunque il sostegno al mondo del lavoro, del commercio e delle imprese e alle famiglie in difficoltà. Poi ci sarà la partita delle moltissime risorse che arriveranno dall’Europa. Sarà un passaggio decisivo per supportare e rilanciare la nostra economia e per definire un modello futuro di sviluppo sostenibile per la Toscana. 

Come aiutare la ripresa economica post Covid – 19 ? 

Investendo in infrastrutture materiali e immateriali, imprimendo una chiara rotta verso uno sviluppo territoriale omogeneo di tutta la Toscana, scegliendo come assi caratterizzanti la Green Economy e l’innovazione. A questo va affiancato un massiccio intervento sull’occupazione giovanile e femminile e una ancora più proficua messa a sistema dell’offerta turistica e culturale. Su questi punti sarà fondamentale mettere in campo una virtuosa capacità di programmazione e di spesa legata alle risorse che stanno per arrivare dall’Unione Europea.

Cultura, turismo, sviluppo sostenibile ..una particolare connessione per la Toscana. Ma come accrescere le sinergie ?  

Soprattutto dopo la pandemia vedo crescere molto la consapevolezza che serve collaborare e unire le forze, perché da solo non si salva nessuno. Questa legislatura regionale, in collaborazione permanente con le amministrazioni locali, dovrà segnare un passo avanti di portata straordinaria nel promuovere e costruire reti integrate del turismo e di offerta culturale e nel ridurre il gap che ancora esiste tra centro metropolitano e Toscana costiera, ma anche tra centri urbani e aree periferiche all’interno delle singole province. 

L’area pisana sconta sul piano economico  alcune criticità. Quali interventi occorrono

Questo è stato uno dei pilastri programmatici della mia campagna elettorale: la Toscana cresce davvero se cresce tutta. Ecco perché sull’area pisana e costiera è fondamentale accelerare sugli investimenti strategici in connessioni fisiche e immateriali. Serve migliorare la rete stradale e autostradale, con il potenziamento della Fi-Pi-Li e un impegno chiaro su Corridoio Tirrenico e Tangenziale Nord-Est; serve accorciare i tempi di collegamento tra Pisa e Firenze a circa 35 minuti, obiettivo per cui ho proposto uno studio di fattibilità per una linea ferroviaria veloce aggiuntiva; occorre potenziare l’aeroporto pisano come fulcro del sistema aeroportuale toscano, aumentando entità e rapidità degli investimenti; non dobbiamo trascurare l’obiettivo di portare ovunque la connessione internet veloce; poi c’è il grande tema dell’innovazione, su cui possiamo rendere l’area pisana la Silicon Valley d’Europa, investendo in sviluppo di imprese e ricerca e mettendo a sistema le eccellenze accademiche, il Polo Tecnologico e le esperienze di avanguardia industriali e produttive che sono presenti anche in Valdera e nell’area del Cuoio.

Foto:  Alessandra Nardini

 

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