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Le Province si mobilitano contro la soppressione Politica

dalle 11.00 alle 14.00, nella Sala delle Conferenze di piazza Montecitorio, a Roma, assieme ai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci), della Conferenza delle Regioni e delle forze economiche e sociali italiane. Il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ha dichiarato: «la giornata di mobilitazione di domani è decisiva, perché in questa occasione Regioni, Province e Comuni insieme, dopo avere fatto valere ancora una volta le ragioni della protesta, confermeranno e daranno nuova forza alla piattaforma di proposte unitaria definita nei giorni scorsi. Proposte che intervengono sulla manovra economica, sugli strumenti che dobbiamo mettere in campo per rilanciare gli investimenti e sulla riforma organica di tutte le istituzioni, per restituire al Paese una Italia unita e federale, dove l’autonomia dei territori e la sovranità della democrazia siano i principi saldi». Parteciperà alla manifestazione di protesta di oggi, anche la Provincia di Firenze. Al posto del presidente, Andrea Barducci (impegnato in una missione istituzionale in Germania), sarà a Roma Renzo Crescioli, assessore provinciale all’Ambiente. Ieri, però, lo stesso Barducci aveva dichiarato: «Con molta convinzione e determinazione la Provincia di Firenze è a fianco dell’Upi e dei sindaci per contestare un disegno di legge nato sull’onda della disinformazione. Un provvedimento non solo inutile, ma addirittura penalizzante per il funzionamento della macchina amministrativa e soprattutto dannoso per le casse pubbliche». Il trasferimento del personale delle Province alla Regioni potrebbe far aumentare, ha spiegato Barducci, i costi per i dipendenti addirittura del 24%, con il rischio di una vera e propria beffa per i cittadini ai quali è stato fatto credere che l’abolizione delle Province risolverebbe i problemi economici del Paese: «in realtà si tratta di una cortina fumogena che è servita a mascherare i veri sperperi e l’inadeguatezza di questo governo a realizzare una vera riorganizzazione istituzionale».

 

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