energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

“Le Querce”, orgoglio toscano: storia di un’alternativa all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario STAMP - Azienda

Ideata grazie ad una esemplare collaborazione tra la Regione Toscana e la Caritas diocesana di Firenze, per ospitare quasi settanta persone con gravi problemi psichici e spesso responsabili di gravi reati, "Le Querce" ospitano persone che provengono dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, dalle Case di Cura e Custodia e dalle carceri ordinarie, per le quali si ritenga che – in quanto affette da un disagio psichico rilevante – il soggiorno terapeutico sia preferibile rispetto al protrarsi della detenzione in carcere. Gli ospiti delle Querce, struttura gestita dalla Cooperativa Sociale San Pietro a Sollicciano, sono persone sottoposte a qualche forma, diretta o indiretta, di coazione giudiziaria: licenza o licenza finale di esperimento con obblighi, libertà vigilata, altri obblighi prescrittivi, detenzione domiciliare, permesso premio con obblighi ecc. Vengono ospitati i pazienti per i quali, in seguito alla segnalazione dello psichiatra competente per territorio e responsabile del progetto terapeutico individuale, il responsabile sanitario delle “Querce” (medico dell’ASL), sentito il Coordinatore interno della Cooperativa Sociale San Pietro a Sollicciano, abbia dato il nulla osta all’ingresso.
L’esperienza clinica ha dimostrato la necessità di predisporre strutture “intermedie” tra lo stato detentivo e la piena libertà, nelle quali possano essere accolti pazienti affetti da turbe psichiche e transitati per luoghi di pena perché giudicati socialmente pericolosi, per i quali sia necessario prevedere un periodo di speciale riabilitazione prima che possano affrontare di nuovo una soddisfacente vita di relazione nella società. Questa riabilitazione è diretta soprattutto ad integrare in modo mirato le istanze di cura e quelle di controllo, così da seguire con costanza e puntualità l’evolvere delle turbe psichiche del soggetto come della sua competenza sociale (capacità di riconoscere le emozioni degli altri, empatia, abilità nelle relazioni interpersonali…). L’osservazione, l’assistenza ed il controllo adeguati, garantiti durante la permanenza del paziente presso “Le Querce”, consentono di effettuare un’attenta verifica delle risorse familiari e/o sociali disponibili sul territorio in vista del suo eventuale reinserimento socio-lavorativo.
La struttura deve il suo nome ad un passo del libro della Genesi (Gen 18,1-5), noto come "l'apparizione di Mamre", secondo il quale Dio si manifestò nelle persone di tre cavalieri viandanti ad Abramo, trovando totale disponibilità all’ospitalità da parte di quest’ultimo nei loro confronti. Da qui il richiamo simbolico ad uno spazio fisico sotto "le querce": spazio dell'accoglienza, dove gli ospiti sono persone in transito, destinate a farvi sosta rigenerante per procedere nel loro cammino. Sotto "le querce" essi trovano ristoro, per rinfrancarsi e proseguire: i servizi offerti prevedono vitto e alloggio, somministrazione di terapie su indicazione dello psichiatra di riferimento, attività riabilitative fisiche di gruppo e/o individuali e generali, sostegno psicologico, attività di socializzazione e sostegno. La struttura è di proprietà della Parrocchia di San Pietro a Sollicciano ed è stata messa a disposizione gratuitamente. Fino ad oggi, la stragrande maggioranza di costoro ha ottenuto risultati clinici e giuridici davvero buoni, superiori a ogni più rosea aspettativa. D’altra parte, la strada per la chiusura dell’OPG passa attraverso una decostruzione perseverante delle condizioni che determinano l’internamento giudiziario del folle-reo. Tale percorso non si nutre di pregiudizi ideologici, ma dalla competenza teorica e pratica che nasce da una lunga e appassionata dimestichezza con i problemi in gioco.
Il termine salute mentale contiene d’altronde in sé l'aspetto della cura psichiatrica, fondamentale ma non sufficiente, che permette altresì l'inizio di un percorso di cura il quale apre ad ulteriori dimensioni per la costruzione di progetti a medio e lungo termine e la riabilitazione del paziente. In altre parole, la compensazione farmacologica è necessaria in quanto consente l'avvio per l’ospite al resto del percorso, ma non può ritenersi da sola una chiave risolutrice. Quello delle “Querce” è un impegno volto a facilitare il passaggio da una struttura “che non spaventa” a una comunità che accoglie: l'oggetto della psichiatria non è tanto la malattia quanto piuttosto la sofferenza mentale all'interno dell'esistenza complessiva del soggetto ed immersa nel suo contesto sociale, pertanto per un reinserimento nella società. E’ necessario un approccio cosiddetto multimodale.
Imperniata su questi principi, la Struttura "Le Querce" nasce dunque dal progetto ERACLE, un progetto inseritosi, a partire dal 1998, all'interno delle attività promosse dal “Gruppo di Lavoro Psichiatria e Giustizia”, costituito da operatori che a Firenze si sono impegnati per sviluppare un confronto tra riflessione teorica e pratiche cliniche. Il Progetto, che comprendeva al suo interno la realizzazione di una Struttura Residenziale Psichiatrica – che sarebbe appunto divenuta "Le Querce" – fu approvato nel 2000 dal Ministero della Salute, e attivato in via sperimentale. Nel corso degli anni anche enti privati, tra cui la Caritas, hanno contribuito a sopperire alla mancanza di finanziamenti da parte dell'ente pubblico. Avviata in via sperimentale il 10 settembre 2001, "Le Querce" è oggi un modello nazionale in quanto tramite fra lo stato di internamento-detenzione e la libertà. Si tratta della prima realtà in Toscana ad essere stata accreditata dalla Regione (2005), perché garante di una missione che consiste nell'accogliere e assistere i soggetti specificati tramite l'attuazione di programmi riabilitativi personali, attraverso una risposta terapeutica transitoria e non penitenziaria ai fini di un graduale reinserimento nella comunità. Secondo lo spirito del progetto, la durata della permanenza in struttura raggiunge al massimo i dodici mesi, durante i quali è necessario lavorare per individuare un inserimento territoriale integrato, pena il ritorno alla realtà di provenienza.
Esperienze come quella de Le Querce e di altre analoghe strutture poi fiorite in tutta Italia, ha dichiarato sul bimestrale Solidarietà Caritas Mario Iannucci, responsabile della struttura– hanno concorso all’apertura di una strada progressivamente divenuta meno impervia: si pensi, ad esempio, alle sentenze della Consulta che permettono il ricorso a misure alternative a OPG e Casa di Cura e Custodia. Occorre adesso procedere su questa strada, specie considerando le prospettive aperte dal ‘recente’ passaggio dell’assistenza, all’interno dei penitenziari, ai Servizi Sanitari Regionali, mantenendo aperto il confronto sulla direzione da tenere”.
Si tratta dunque di un modello d’eccellenza non indifferente rispetto ad un tema, quello della salute mentale, estremamente attuale anche in terra toscana.''Come Regione Toscana abbiamo intrapreso da tempo un percorso per l'effettivo superamento dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Montelupo – ha dichiarato l'assessore al diritto alla salute della Regione, Daniela Scaramuccia. – Pur continuando a intervenire sulla struttura penitenziaria, proseguiamo con un intenso programma di dimissioni. Nel 2011 sono stati dimessi più di 60 pazienti. Esperienze come quella de Le Querce sono la dimostrazione che e' possibile realizzare una struttura intermedia tra lo stato detentivo e la piena libertà, dove i pazienti possono attraversare un periodo speciale di riabilitazione prima di affrontare di nuovo la società e la vita di relazione''.
''L'esperienza de Le Querce è per noi – ha affermato Alessandro Martini, direttore della Caritas diocesana di Firenzela testimonianza concreta di come, ottimizzando le risorse e lavorando insieme tra Regione Toscana, terzo settore e soggetti del privato sociale, si ottengono vantaggi non solo per l'economia, ma anche e soprattutto per il rispetto e la tutela delle persone con situazioni difficili alle spalle, che hanno bisogno di trovare luoghi dove costruire un futuro diverso e migliore. ‘Le Querce’ e' un luogo-ponte tra l'esperienza drammatica dell'OPG e un dopo che vuole essere positivo. Un grazie ai responsabili del servizio sanitario pubblico che hanno creduto in questo progetto, a chi dirige Le Querce e agli operatori che ci lavorano''. 
Ad attestare il successo di questa realtà, nell’Aprile 2007 un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Romano Prodi) riportò “l’esperienza delle Querce” come modello esemplare per il resto del Paese in tema di salute mentale.

Mario Agostino

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »