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Le responsabilità vere del fare politica Opinion leader, Società

Quando poi le seconde sono più delle prime ciò vuol dire che, superando la codificazione etica quella normativa, quel certo Stato è sicuramente regolato da sani principi. Intendiamoci: poiché gli uomini non sono perfetti, non significa che si tratti del regno di Bengodi.
In tale categoria non rientra sicuramente il nostro Paese nel quale, oramai, i rapporti tra istituzioni e i comportamenti che queste richiedono – ossia leggi non scritte – sono seriamente compromessi a testimonianza del male profondo che corrode la democrazia italiana. A veder bene le anomalie concernenti le funzioni istituzionali non solo non si contano più, ma si è perso pure quel sano senso d’indignarsi civilmente proprio delle società liberali. Insomma, da ogni dove e da ogni cadrega sembra quasi essersi perso il senso proprio delle cose; un qualcosa che dovrebbe essere ancor più presente nei momenti di crisi profonda. Per l’Italia questa non è solo di natura economica; ma per l’uopo abbiamo inventato  un governo di contabili che non si capisce bene di cosa si occupi se non di tasse e di licenziamenti. La nostra crisi, in primo luogo, è morale e intellettuale. Di ciò non si parla o quasi; di discorsi senza senso compiuto se ne sentono tanti; la retorica e le invettive abbondano, ma del senso delle cose oramai smarrito nessuno sembra prendersi cura.
La situazione è veramente al calor bianco. Dalla crisi economica, infatti, non sappiamo con quali salati prezzi – l’unica cosa certa è che a pagarli saranno sempre i soliti – usciremo; ma la ricostruzione morale del Paese non ha soluzioni tecniche e gli appelli alla fiducia suonano, talvolta, alla stregua di un pensiero ipotetico dell’irrealtà.
L’ultimo caso in materia è quello del presidente del Senato, Renato Schifani, intervenuto direttamente nelle vicende del proprio partito scrivendo una lettera-manifesto al giornale di Ferrara. Ci può essere obbiettato che, se il presidente della Camera è addirittura il capo di un partito, perché quello del Senato non può stare nella politica politicata? Può essere; ma tale osservazione non risolve il problema, anzi lo aggrava. A nostra memoria una cosa del genere nella vita della Repubblica non era mai avvenuta e se, invece, è avvenuta, ciò è il sintomo che non esistono più le più elementari delle leggi non scritte; che, insomma, lo sfarinamento del sistema va di pari passo con il terremoto che ha colpito il Paese.
Ci può essere anche obbiettato che pure il presidente Napolitano ha espresso giudizi sul movimento di Grillo; pur con tutto il rispetto, crediamo abbia sbagliato in forma e in sostanza. Anche questo non è un bel segnale.
Infine, per affacciarci un attimo sul merito dell’iniziativa di Schifani, ma è possibile che egli abbia ritenuto davvero che il suo richiamo alla responsabilità sia portatore di un’autorevolezza istituzionale tale da evitare il dissesto del Paese? Sarà, ma non ci sembra che le cose vadano o possano andare in questa direzione.
Bertold Brecht ha detto che è beato quel paese che non ha bisogno di eroi; per noi, che di eroi pure ne abbiamo tanti, la beatitudine verrebbe da avere gente che fosse all’altezza di capire quali sono le responsabilità vere inerenti il fare politica e la gestione delle istituzioni. Già, se le avessimo avute non ci saremmo ridotti nelle condizioni attuali.

Paolo Bagnoli

Foto: Renato Schifani

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