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Le richieste della Cia per il post-alluvione Notizie dalla toscana

Queste in sintesi le richieste della Confederazione italiana agricoltori (Cia) per fronteggiare l'emergenza in Lunigiana e nello Spezzino, per consentire all'agricoltura di risollevarsi dal disastro. Troppo ingenti i danni procurati alla popolazione e alle imprese, ancora da quantificare, e quelli ulteriori che si determineranno con le piogge previste per domani su Toscana e Liguria, mentre  ancora si lavora per liberare strade, canali e case dal fango. "Ora c'e' bisogno – sottolinea Cia – della massima allerta da parte della Protezione civile e di tutte le autorità preposte, che devono predisporre un efficace piano d'emergenza a tutela dei cittadini e per la messa in sicurezza del territorio già devastato dalla furia delle acque".
Ammonterebbero a decine di milioni i danni nel comparto agricolo, secondo Cia, tenendo conto di frane e smottamenti che hanno asportato o sepolto gli strati di terreno agrario, delle colture e dei terreni a riposo allagati, delle stalle e magazzini fuori uso per allagamento, del bestiamo morto annegato. Gli stanziamenti decisi venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri non sarebbero sufficienti a fronteggiare la situazione secondo Cia, che per questo chiede, in aggiunta alle misure prese per l'emergenza, agevolazioni specifiche per le aziende agricole, per un periodo congruo: "il blocco del pagamento delle imposte, delle tasse, delle tariffe e dei contributi previdenziali", al fine di non aggravare la condizione subita dai produttori agricoli.
Infine Cia torna a ribadire, con toni più chiari rispetto ai primi giorni dopo l'alluvione, la necessità urgente di politiche efficaci di prevenzione delle calamità e dei disastri naturali: un piano organico di tutela del territorio teso a coordinare e programmare le attività di prevenzione dei disastri.

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